Messi contro tutti: inizia la scalata alla vetta del mondo

Gli manca il titolo iridato per “raggiungere” Maradona E oggi per l’Argentina c’è l’Islanda di Bjarnason
MOSCA. La prova del nove si avvicina per Leo Messi, mentre le strade di Mosca si riempiono di bandiere albicelesti e sulle facciate dei palazzi appaiono i ritratti della Pulce. Oggi (ore 15 diretta Italia 1), con il debutto dell'Argentina ai Mondiali in Russia, Leo tenterà ancora una volta l'impresa mai riuscita: sollevare al cielo il trofeo iridato. Dopo aver vinto tutto con il Barcellona, al fuoriclasse col numero 10 non rimane che vincere il Mondiale per essere incoronato re del calcio. Intanto cercherà di cominciare l'ennesimo assalto alla Coppa che gli manca con una vittoria sui “geyser boys” dell'Islanda. Ma la strada è in salita e irta di ostacoli. Primo fra tutti c'è l'eterno rivale, Cristiano Ronaldo, anche lui desideroso di aggiungere al palmares l'unico trofeo mancante. Una gara all'ultimo sangue, in cui la pressione psicologica potrebbe giocare a sfavore dell'argentino. Infatti, a differenza di Ronaldo, in competizione sempre e solo con sé stesso, sulle spalle di Messi pesa l'eredità di Maradona, il Pibe de Oro, che portò l'Argentina alla vittoria dei Mondiali 1986, iniziando una storia d'amore che dura fino ad oggi. Messi, invece, ha sempre avuto una relazione complicata con la nazionale, sulla quale pesano tre mondiali sfumati - l'ultimo in finale con la Germania - senza contare le due Coppe America negategli dai cileni. D'altra parte l'Albiceleste ha disperatamente bisogno di Messi: è stato lui a portarla fino a questo punto, buttando fuori l'Ecuador con una tripletta durante le qualificazioni. All'apparenza battere gli islandesi - approdati ai Mondiali per la prima volta - non sembra un'impresa difficile per una nazionale veterana come l'Argentina. Ma considerando l'ottima performance dei vichinghi ad Euro 2016, l'Islanda potrebbe riservare sorprese. Anche se sprovvista di campioni a trainare il gioco, se si esclude il playmaker dell'Everton Sigurdsson, l'Islanda sembra qualcosa di più della somma delle sue parti. Lo stesso non si può dire per l'Argentina che fa affidamento su una manciata di fuoriclasse. Che per altro non promettono benissimo: Higuaín, Dybala, Di María, Aguero, nessuno di loro ha segnato un gol decisivo con l'Argentina dal 2016. E infatti per l’esordio il ct Sampaoli li tiene tutti fuori, a parte Aguero, dalla formazione iniziale, che ha annunciato in barba a ogni forma di pretattica. Ma per Messi non ci sono scuse che tengono: vincere il Mondiale ed entrare a pieno titolo nell'Olimpo dei campioni o passare alla storia come il «Maradona mancato». Alla vigilia il ct Sampaoli preferisce sdrammatizzare: «Questo non lo vedo come l'ultimo Mondiale di Messi. Un giocatore con le sue capacità straordinarie può permettersi di decidere quando smettere». Ultimo occasione o meno, come aveva detto lo stesso Sampaoli tempo prima «Il calcio deve a Messi un Mondiale». E per la Pulce è il momento di cominciare a riscuotere.
LE FORMAZIONI
ARGENTINA (4-2-3-1): Caballero; Salvio, Otamendi, Fazio, Tagliafico; Mascherano, Biglia; Meza, Messi, Di Maria; Aguero. Allenatore: Sampaoli.
ISLANDA (4-4-1-1): Halldorsson; Saevarsson, R. Sigurdsson, Arnason, Magnusson; Gudmundsson, Hallfredsson, Gunnarsson, Bjarnason; G. Sigurdsson; Finnbogason. All. Hallgrimsson.
Arbitro: Marciniak (Polonia).

