Mezzo secolo di Carlton Myers l’uomo record del basket italiano

30 Marzo 2021

RIMINI. «Il colore della pelle mi ha creato qualche difficoltà, niente di irreparabile o invivibile. Non è stato comunque facile, ho dovuto rendere il doppio degli altri, ma il Signore è sempre...

RIMINI. «Il colore della pelle mi ha creato qualche difficoltà, niente di irreparabile o invivibile. Non è stato comunque facile, ho dovuto rendere il doppio degli altri, ma il Signore è sempre stato con me e mi ha dato la forza di non arrendermi». Oggi Carlton Myers, icona della pallacanestro italiana, portabandiera azzurro alle Olimpiadi di Sydney del 2000 e fedele della Chiesa Cristiano Evangelica Pentecostale, compie 50 anni.
A 9 anni lasciò Londra dove era nato da padre caraibico e madre italiana per trasferirsi a Rimini. Un percorso per certi versi simile a quello di tanti ragazzi di oggi «anche se in un periodo storico diverso. Adesso si arriva in un Paese sofferente e anche insofferente, negli anni ’80 c’era un benessere economico fiorente e poi io avevo la mamma, la nonna, i miei cugini, la sera avevo un letto, ero curato e facevo una vita normale », racconta Myers all’Italpress. Per l’uomo che detiene ancora il record di punti in una gara (87) «il razzismo ci sarà sempre nel mondo, purtroppo...», anche se per lui è stato tutto diverso e il grazie va anche all’allora presidente del Coni Gianni Petrucci, che lo scelse per l’importante ruolo ai Giochi del 2000 dopo la vittoria dell’Europeo della squadra di Tanjevic nel 1999. Famosa la scena di Myers con il pallone sotto la maglia dopo la finale vinta a Parigi. La carriera dell’ex guardia della Nazionale, inizia nel 1988 a Rimini, a soli 17 anni. Le prime 4 stagioni in maglia biancorossa sono impressionanti: Carlton ottiene la doppia promozione dalla B1 alla serie A. L’oggetto del desiderio della Virtus Bologna e di Milano, si accasa però a Pesaro che, dopo una stagione da mvp del campionato, non gli rinnova il cartellino. Nel 1995 Myers passa al Fortitudo Bologna e nel 2000 raggiunge il punto più alto della sua carriera: diventa campione d’Italia con la Fortitudo. Poi nel 2001 passa alla Virtus Roma, poi Siena e Pesaro. Il ritiroavviene nel giorno esatto del suo 40° compleanno a Rimini. E chissà come sarebbe andata nel 1994 se avesse accettato di provare per i New York Knicks. «Ero alla ricerca dello scudetto e rifiutai la chiamata dei Knicks, ma non ho alcun rimpianto».