Miani, seconda giovinezza: oltre alle reti faccio assist

Il 36enne romano stabilitosi a Roseto a quota 250 marcature in gare ufficiali «Segnare e far segnare mi dà eguale soddisfazione, l'importante è essere utile»
Già in doppia cifra quando mancano ancora tre turni al termine di girone di andata, Simone Miani è uno dei realizzatori più prolifici del campionato. Lui che l'Eccellenza la frequenta da meno di tre anni, avendo trascorso i precedenti quindici tra serie C e D. Un curriculum di tutto rispetto, quello del bomber in forza all'Alba Adriatica e reduce da una domenica da incorniciare. Sia a livello individuale che di squadra. Un suo colpo di testa, sugli sviluppi di un calcio piazzato (di Foglia) respinto dal palo, ha infatti regalato (in pieno recupero) tre punti d'oro, e un prestigioso secondo posto in classifica ai rossoverdi di Cichella. Capaci di imporsi sul blasonato Lanciano. «Proprio quando la partita pareva incanalata su un pari tutto sommato giusto, mi è capitata la palla buona e non me la sono fatta scappare», spiega il 36enne attaccante capitolino. Cresciuto nel vivaio dell'Ostia Mare e nelle giovanili del Perugia (Berretti e Primavera), prima di iniziare un lungo percorso a tappe costellato di gol e soddisfazioni personali: tra C1 (a Pisa), C2 (Latina, Rosetana, Vigor Lamezia, Foligno e Chieti) e serie D, vissuta con le maglie di Albalonga, GS Arrone, Orvietana, Rieti, Val di Sangro, Città di Marino, Termoli, Campobasso, Recanatese e Sangiustese. «Nell'estate del 2017», ricorda Miani, «non avevo avuto, contrariamente al solito, tante offerte. Tra queste, però, c'era quella dell'Alba Adriatica. Club che conoscevo per la sua serietà e per l'ottimo settore giovanile. Cercavano un attaccante, ma anche una sorta di guida per i loro tanti ragazzi, e così ho accettato, scoprendo un ambiente davvero eccezionale. L'ideale per fare calcio». Scelta dunque felice, e non solo per la vicinanza con la città di residenza (Roseto), dove vive con le sue amatissime donne: la moglie Luana e Chiara e Sophia, due splendide gemelline di 6 anni. «Sono la mia vita», spiega con gli occhi che gli brillano. Lui che proprio domenica, al cospetto del capocannoniere del campionato, il rossonero Miccichè, ha realizzato la sua 250ª rete ufficiale.
«Altro motivo di grande orgoglio per me, anche se proprio qui ad Alba mi sto riscoprendo nelle vesti di suggeritore, tant'è che lo scorso anno ho totalizzato una dozzina di assist». Novità piacevolissima per uno come lui, che ovunque abbia giocato, ha quasi sempre chiuso in doppia cifra la stagione.
In Abruzzo il suo record personale di marcature: 30 in 32 gare siglate nelle file della Val di Sangro, in serie D.
Pure ad Alba, comunque, le cose sembrano andare alla grande, da questo punto di vista: nelle 81 presenze sin qui totalizzate in rossoverde, le reti sono state ben 46: più di una ogni due partite. E quest'anno è già a quota 12: appena un gol in meno rispetto al già citato Miccichè: «Se dicessi che non mi piacerebbe vincere la classifica cannonieri, direi una bugia», confessa Miani, che ne ha vinte già due (Val di Sangro e Termoli), entrambe in serie D.
«Quel che è certo però, è che a questa età le mie priorità sono altre. Segnare e far segnare, infatti, mi dà eguale soddisfazione: l'importante è essere sempre utile alla causa. Proprio come domenica», conclude il bomber, al quale, una volta appese le scarpe al chiodo, non dispiacerebbe fare l'allenatore. Non è un caso, del resto, che abbia già il patentino Uefa B...
Stefano De Cristofaro
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