Miceli e Brancaccio trionfano al torneo open dell’Aquila
Battuti il colombiano Rodriguez e l’ungherese Stollar Il direttore dell’evento Del Federico: «È stato un successo»
L’AQUILA. Da terza riserva fino ad arrivare a vincere il torneo, sciorinando, ed è questa la cosa più importante, un tennis aggressivo che non ha lasciato scampo agli avversari. È la favola sportiva del 22enne romano Marco Miceli che ieri pomeriggio, sul campo principale del circolo tennis dell'Aquila “Peppe Verna”, ha vinto il torneo maschile dell'open di tennis “Aterno gas & power”. Miceli, in effetti, si era iscritto con un po' di ritardo e si era ritrovato fuori del tabellone, con addirittura tre atleti davanti a lui. Ma tra defezioni e infortuni si è improvvisamente ritrovato in gara, inserito per altro in una zona non particolarmente comoda, dovendo incontrare proprio le teste di serie del torneo. Mai fidarsi del ranking, perché il giovane romano ha messo sotto sia Alessandro Bega, il numero 1, che Cristian Rodriguez. In finale, Miceli ha battuto il colombiano col punteggio di 7-5, 2-6, 6-4, mostrando non solo un tennis aggressivo, ma anche dimostrando di avere una discreta sagacia tattica quando ha iniziato a rallentare il gioco cambiando spesso ritmo.
E se le prime smorzate non avevano avuto l'effetto sperato, i continui cambi di ritmo hanno messo in difficoltà il pur bravo Rodriguez che pian piano ha perso il controllo della partita. Mai fidarsi del ranking. È quello che avrà pensato anche Fanny Stollar che, opposta a Nuria Brancaccio, avrà immaginato, lei, già numero 110 al mondo, di fare un sol boccone della giovane avversaria. Non si è invece accorta l’ungherese che la partenopea alcuni mesi fa aveva collezionato un piccolo record, quello di mettere in campo 94 prime palle su 96. «Ho giocato libera da ogni pensiero», ha confidato Nuria Brancaccio dopo aver rifilato un pesante 6-3, 6-0 alla più quotata avversaria. «Ho pensato solo a divertirmi», ricordando anche che «L'Aquila mi porta bene. Otto anni fa ero venuta qui per un torneo e avevo vinto. Spero di poter tornare presto».
Organizzare un torneo con l'incubo Covid e con un montepremi che è appannaggio di tornei più blasonati, «è per noi una vittoria». A raccontarlo è il presidente del circolo tennis, Pierpaolo Pietrucci. «Pensare di fare un evento con tutti i problemi dell'emergenza Covid era all'inizio una cosa impensabile. La risposta è stata enorme, come presenze e affetto con gli addetti ai lavori e i giocatori». I problemi per lo sport non sono affatto finiti. «In inverno nelle zone montane si può giocare solo in strutture pressostatiche, i palloni, per intenderci, e servono regole per poterli usare in sicurezza, anche solo per gli allenamenti».
«Ma per noi è stata una festa e L'Aquila ha lasciato un ottimo ricordo su tutti gli atleti. Un ragazzo l'altro giorno ha notato gli scoiattoli che passavano sugli alberi vicino ai campi». «Abbiamo avuto oltre 100 giocatori, il 10% di nazionalità straniera», racconta il direttore del torneo Luca Del Federico. «Grande successo per il territorio, perché questa formula del torneo spalmato in 16 giorni ha portato un ritorno anche per il tessuto imprenditoriale aquilano, in quanto gli alberghi erano tutti esauriti. Un bel segnale per la città dell'Aquila». Giudice del torneo era Pietro Celli, fiduciario ufficiali di gara regionale Marcello Padovano, arbitro delle partite Dorindo Gabriele, assistente giudice arbitro Simone Marasi.
Raniero Pizzi

