Milan avanti con Gattuso ma in estate si cambierà
Per la panchina della prossima stagione ci sono Gasperini e Sarri tra gli obiettivi, nel frattempo il club serra i ranghi per non dover rallentare il progetto di Elliott
MILANO. In estate il Milan cambierà con ogni probabilità guida tecnica, e Gian Piero Gasperini ora è in testa ai candidati, davanti a Maurizio Sarri. Intanto, però, va avanti con Rino Gattuso per le ultime quattro partite di campionato, provando a fare quadrato attorno ad allenatore e squadra per uscire dalla crisi e riconquistare il quarto posto, che porta il prestigio e i ricavi della Champions, senza i quali il progetto di Elliott non è compromesso, ma di certo sarà rallentato. Dopo la sconfitta con il Torino, nessun dirigente ha parlato pubblicamente e la panchina è apparsa in bilico, anche se sono stati smentiti toni da scontro nel confronto allo stadio fra Gattuso e i manager rossoneri. Trascorsa una notte di riflessioni e contatti fra Milano e Londra, è stata scartata l'ipotesi esonero, anche per la mancanza di un'alternativa valida, quale non era considerata Federico Giunti, da dicembre alla guida della Primavera che rischia la retrocessione. In mattinata è filtrata l'intenzione di confermare la fiducia a Gattuso, che nel pomeriggio è stato a rapporto dall'ad Ivan Gazidis e dai dirigenti Leonardo e Paolo Maldini: a quanto filtra da Casa Milan, l'incontro «intimo e costruttivo» di circa un'ora è servito a confermare l'unità di intenti e di visione, ad analizzare il momento della squadra (oggi pomeriggio in campo dopo il giorno di riposo previsto) e a condividere un piano per fare il pieno di punti con Bologna, Fiorentina, Frosinone e Spal. Il Milan ha un calendario sulla carta più favorevole di quello delle rivali, ma nelle ultime settimane ha mostrato carenze praticamente su ogni fronte, tecnico, fisico, tattico e di personalità. Emblematico l'imbarazzo con cui il ventunenne Patrick Cutrone ha dovuto assicurare nel post gara televisivo che «sta andando tutto male ma non bisogna smettere di crederci». In spogliatoio sabato qualche giocatore non ha gradito il riferimento alla «squadra senz'anima» di Gattuso che, dopo una lunga rimonta fino al terzo posto, si era fatto un autogol in un'altra conferenza stampa: quando a fine marzo aveva seminato incertezze sul proprio futuro, allargando suo malgrado le crepe aperte dal ko nel derby, segnato anche dalla lite Kessie-Biglia. Altri episodi extracampo, come la maglia di Acerbi mostrata da Kessie e Bakayoko (e le polemiche conseguenti) non hanno facilitato ultimamente il compito del calabrese, almeno quanto gli infortuni.
Paolo Cappelleri

