Milan caos, il pallino è in mano a Elliott

9 Luglio 2018

Raduno in attesa di un nuovo proprietario: l’italo-americano Comisso non molla, spunta il magnate russo Rybolovlev

MILANO. Poche certezze e tanti dubbi. Cominciano così, oggi, la stagione e il raduno del Milan di Gattuso. L’ambiente rossonero ha il fiato sospeso, aspettando l’esito del ricorso al Tas per l’esclusione dall’Europa League e soprattutto in attesa di capire che cosa avverrà tra il fondo Elliott e il presidente Li Yonghong. Il proprietario del Milan, entro la scadenza fissata sabato, non ha restituito i 32 milioni di euro, anticipati dal fondo americano come aumento di capitale, e in queste ore si troverebbe a Londra, assieme all’amministratore delegato Marco Fassone per cercare una via d’uscita. Il suo tempo potrebbe però essere già scaduto: stamattina Elliott avvierà le pratiche per l’escussione delle quote del club in pegno. Li però starebbe cercando in extremis di cedere il Milan e liquidare Elliott, creditore dei 32 milioni e dei 383 del prestito-ponte utilizzato per finalizzare il closing. Un ultimo disperato tentativo con un soggetto che potrebbe appartenere al mondo arabo, dopo le trattative sfumate con Rocco Commisso e la famiglia Ricketts: un’ipotesi al quale sono veramente in pochi a crederci ancora.
Anche se lo stesso imprenditore italo-americano dice di essere ancora interessato.
«Quello che è stato detto è basato sui fatti», spiega a proposito delle voci delle ultime settimane, «ho lavorato su questo affare per tanto tempo ed eravamo veramente vicini a firmare un contratto preliminare che avrebbe permesso di andare avanti per l’acquisizione del team. Fiducioso? Non posso dire questo, quello che posso dire è che non controllo il risultato, la negoziazione. Sto parlando con delle persone che potrebbero parlare con altre persone. Sono sempre in gioco fino a quando non... Chiunque ha capito che tra le persone nominate fino ad adesso sono l’unico italiano, l’unico immigrato, ho i soldi, ho la storia, ho giocato a calcio per tanto tempo e conosco questo sport. So che sono stato un fan della Juve anni fa, ma so anche che la Juventus sta facendo molto bene e non ha bisogno dei miei soldi. Sarebbe bello, dal mio punto di vista, ritornare a fare qualcosa come ho fatto qui alla Colombia University o come ho fatto con i Cosmos. Ritornare a fare qualcosa nel calcio, che è stato importante per me in tutti questi anni». Se riuscisse a mettere le mani sul Milan, Commisso è convinto di poter aiutare tutto il calcio italiano «data la mia passione, l’amore per l’Italia dove sono nato».
Tornando alla trattativa per il Milan, Commisso ammette che le cose si sono probabilmente complicate dopo il mancato pagamento di Yonghong Li: «non sappiamo quale strada sarà, se quella che porta a Li o a Elliott, non sappiamo come questa storia andrà a finire. Yonghong Li fuori dai giochi? Fino a quando qualcuno mi dice il contrario, oggi direi che lui è ancora il proprietario del Milan».
Nelle ultime ore, tra i potenziali acquirenti del Milan, è spuntato il nome di Dmitry Rybolovlev, presidente del Monaco in Francia e già accostato ai rossoneri in passato. Il miliardario russo potrebbe però avere qualche problema se riuscisse a battere la concorrenza e diventare il numero uno del club di via Aldo Rossi. La Uefa infatti non consente di avere due squadre dello stesso proprietario che partecipano alle competizioni europee. Sono ore convulse, con i tifosi rossoneri in attesa.