Milan molle, la rincorsa si ferma a Marassi

28 Settembre 2015

GENOVA. Terza sconfitta stagionale del Milan sul campo di un Genoa decimato da infortuni e squalifiche (Pandev e Cissokho su tutti). Il Milan ha giocato una partitaccia, anche se a incidere...

GENOVA. Terza sconfitta stagionale del Milan sul campo di un Genoa decimato da infortuni e squalifiche (Pandev e Cissokho su tutti). Il Milan ha giocato una partitaccia, anche se a incidere negativamente è stata l’espulsione di Romagnoli. Balotelli – sotto gli occhi del ct Conte – ha fatto una discreta partita, ma non ha inciso e l’assenza di Bacca (entrato solo nel finale) si è fatta sentire. Il Genoa ha segnato su una punizione di Dzemaili deviata, ma la squadra di Gasperini, con la velocità di Laxalt, le giocate di Perotti e la sicurezza del centrocampo, ha dato molto fastidio alla flaccida formazione mandata in campo da Mihajlovic. «Non basta essere tecnicamente più forti o chiamarsi Milan, devi correre e avere più cattiveria dell’avversario e dobbiamo impararlo il prima possibile»: sono le parole di un arrabbiato Sinisa Mihajlovic. «Facciamo un tempo a partita e non va bene» continua il tecnico rossonero «con l’Udinese abbiamo fatto bene il primo tempo e male il secondo, a Genoa nel primo non abbiamo fatto male ma nemmeno bene, loro hanno fatto la partita che volevano e a noi è mancata la cattiveria, abbiamo perso troppi duelli individuali. Nella ripresa la squadra ha reagito, ha cercato di giocare ma non siamo riusciti a fare gol. Vincendo avremmo fatto un bel salto di qualità e non siamo riusciti a farlo, ora cercheremo di analizzare bene la gara e preparare quella di domenica prossima col Napoli, una squadra forte, con grandi attaccanti e molte soluzioni offensive. È l’avversario peggio che poteva capitarci visto che prendiamo un gol a partita ma magari, nella gara dove è più facile subire reti, non lo prendiamo». Bocca cucita sul doppio giallo a Romagnoli («Non commento le decisioni arbitrali»), Mihajlovic ribadisce che «l’importante è continuare a lavorare e cercare di migliorare sempre».

Diverso lo stato d’animo di Gasperini, che si risolleva dopo tre ko di fila. «Il Genoa è stato superiore al Milan, arrivava prima sul pallone e ripartiva. I cartellini mi sembrano ineccepibili, loro arrivavano in ritardo e qualche volta dovevano ricorrere ai falli». Il tecnico, arrivato a cento vittorie con il Genoa, spegne sul nascere le eventuali recriminazioni del Milan nei confronti della direzione di Tagliavento. «Fin qui abbiamo giocato senza attaccanti, Pavoletti era al rientro e la sua presenza a noi dà molto. Se riuscissimo ad avere un po’ di turnover potremmo anche essere più efficaci».