Milan nel segno di Rebic, ma c’è il giallo Musacchio

L’attaccante croato va ancora in rete e il Torino è costretto di nuovo alla resa Il difensore argentino non entra al posto di Kjaer e Pioli ripiega lanciando Gabbia
MILANO. È ancora una volta Rebic l'uomo della provvidenza del Milan. Con il sesto gol nelle ultime sette partite fra campionato e coppa Italia, il croato ha condannato il Torino alla quinta sconfitta di fila, risolvendo un match tutt'altro che semplice, che Ibrahimovic e compagni hanno la colpa di aver lasciato troppo a lungo aperto. L'1-0 finale comunque consente ai rossoneri di restare agganciati alla zona Europa League, ma sono diversi i motivi di insoddisfazione per Pioli, dall'ennesima prova deludente di Paquetà, al battibecco in panchina con Musacchio, che alla fine del primo tempo si è rifiutato di subentrare a freddo all'infortunato Kjaer dicendo di avere un fastidio al polpaccio e mandando su tutte le furie l'allenatore, costretto a fare debuttare in serie A il ventenne Gabbia. Alla seconda partita sulla panchina del Toro, Longo ha ancora molto da fare per tenersi a distanza dalla zona retrocessione, su cui ha ancora 5 punti di vantaggio. Intanto il successore di Mazzarri può cogliere qualche piccolo segnale di risveglio, ad esempio l'ora giocata da Edera, ma anche la voglia di provare a recuperare nel secondo tempo una partita iniziata con un approccio molto più soft rispetto a quello della sfida di coppa Italia persa solo ai supplementari tre settimane fa. Distrazioni ed errori in fase di impostazione da parte dei granata da subito permettono al Milan di imporre il proprio gioco, anche in assenza di Calhanoglu, fermato da una lesione al muscolo ileopsoas destro. Al suo posto Paquetà, titolare dopo quasi tre mesi in cui ha sofferto il ruolo di riserva, fatica da trequartista e si nota solo al 20' quando costringe Sirigu a una prodezza con un tiro angolato. La difesa del Torino capitola 5’ più tardi, quando Castillejo recupera l'ennesimo pallone sulla trequarti e serve al centro dell'area Rebic, freddo nel colpire a rete. Nel secondo tempo il Milan cala e cresce il Torino. Occhi puntati su Gabbia che, al fianco di un impeccabile Romagnoli, affronta senza timore Belotti e poi Zaza (entrato al 19' per Edera), mentre nell'altra area Castillejo dopo 8' spreca da due passi l'occasione del raddoppio. Un errore che il Milan non paga caro solo perché l'arrembaggio finale del Torino produce tanti passaggi, ma zero tiri in porta.
Angelo Caradonna

