Milan ok, Mihajlovic striglia Balotelli

15 Febbraio 2016

Bacca e Honda stendono il Genoa, tecnico furioso: chi non dà tutto, non gioca più

MILANO. Solo 5 minuti per sbloccare la sfida con il Genoa grazie al solito Bacca, un'altra ora per raddoppiare, con una prodezza di Honda, poi ancora una volta il Milan sperimenta i pericoli di non chiudere definitivamente le partite. Brividi e nervosismo nel finale, con Mihajlovic che aspetta invano il terzo gol e teme la beffa per la rete dell'ex Cerci. Poi a gara finita (2-1) solo un preparatore atletico dissuade il serbo dall'avventarsi contro Balotelli, entrato da 7' e reo di non essersi dannato su ogni pallone. Nel fine settimana dello scontro diretto fra Fiorentina e Inter, era fondamentale per i rossoneri non perdere altri punti contro una squadra decimata e in lotta per salvarsi. È il settimo risultato utile di fila, Europa League e Champions restano nel mirino, ma non è certo stata una prova di intensità e organizzazione al livello dei proclami di Mihajlovic alla vigilia. E questi tre punti rischiano di portare in dote qualche scoria, fra il nervosismo di Niang al momento della sostituzione con Menez, di nuovo in campo dopo sei mesi e preferito a Balotelli, entrato per ultimo, giusto il tempo di rimediare un colpo a uno stinco e fare infuriare Mihajlovic. Il serbo era agitato sin dall'inizio, per nulla convinto dall'approccio della squadra (a parte un positivo De Sciglio) a questo anticipo dell'ora di pranzo. La partita speciale (e fin lì senza preoccupazioni) del portiere milanista Donnarumma, col fratello Antonio sulla panchina del Genoa e gli osservatori del Barcellona in tribuna, lo è diventata un po’ meno nel recupero, quando Cerci si è avventato su una sua respinta accorciando le distanze. Il Milan non ha avuto più tempo per gettare punti, ma c'è lo spazio per la sfuriata di Mihajlovic (che a un giornalista risponde «Fai sempre domande del c...») e un avvertimento: «Chi non si sacrifica fino al 94', non mette più piede in campo».