Modric: è la partita della vita per la Croazia Dalic: il Paese ci guarda

MOSCA. I fantasmi del passato sono pressochè tutti scacciati, la Croazia può finalmente sedersi al tavolo dei grandi e magari da oggi anche al posto d'onore. «Se vinceremo la Coppa, nessuno sarà più...
MOSCA. I fantasmi del passato sono pressochè tutti scacciati, la Croazia può finalmente sedersi al tavolo dei grandi e magari da oggi anche al posto d'onore. «Se vinceremo la Coppa, nessuno sarà più orgoglioso di noi, che veniamo da una nazione così piccola», è il messaggio che alla vigilia della finale del Mondiale, il ct della Croazia, Zlatko Dalic manda al resto del mondo abituato a considerare la squadra con la maglia a scacchi solo una grande incompiuta. «Chi sia il nostro avversario non ci interessa, né le tradizioni, né le statistiche: sono fatte per essere abbattute», ha aggiunto Dalic, accompagnato da Luka Modric, nella conferenza stampa della vigilia. «Sarà un momento che abbiamo meritato, è il match più importante della nostra vita». Come dargli torto. Una nazionale che sembrava avere un destino beffardo nel suo Dna, stavolta non ha sprecato l'appuntamento con la storia e con la finale e oggi cercherà, contro la favorita Francia, di trasformare quella maledizione, che l'accompagna da sempre nella sua pur breve vita, in beatificazione. I biancorossi, chiamati dai suoi focosi tifosi 'Vrateni’ ('Fuoco Ardente’), in nome di un nazionalismo acceso, è da sempre la mina vagante del calcio continentale e mondiale. Salvo aver fallito sistematicamente tutti i grandi appuntamenti che contano. «Spero che ci siano quattro milioni di croati che festeggiano per strada», aggiunge Dalic secondo il quale il sostegno del popolo croato è una delle principali fonti di motivazione della squadra: «siamo orgogliosi della gioia che abbiamo regalato al popolo croato. In Croazia le persone hanno messo da parte i problemi e le difficoltà, mostrando orgoglio e gioia». Per il tecnico della Croazia, l'obiettivo della sua squadra sarà mostrare le sue qualità e rappresentare la nazione «nel modo più dignitoso possibile». «Sarà la più grande delle partite», ha detto, «sia per i giocatori che per la nostra gente. Siamo pronti a dare tutto e accettare la sconfitta con dignità se sarà necessario».
«La gioia del nostro popolo ci rende orgogliosi. A prescindere dal risultato della finale, in Croazia ci sarà un terremoto», ha aggiunto il capitano Modric che glissa quando gli fanno notare che domani oltre alla coppa c'è in palio anche il Pallone d'Oro: «Mi fa piacere che si parli di me al riguardo ma ora sono concentrato sulla finale. Non ambisco ai titoli individuali al momento», ha aggiunto il fuoriclasse del Real che rende merito a Dalic: «Siamo arrivati in finale grazie al nostro allenatore. Lui ha preso in mano la squadra in un momento difficile e ci ha trasmesso la fiducia in noi stessi. Siamo felici di averlo con noi».

