Monachello: «Pescara, il futuro in tre partite»

22 Febbraio 2019

«Padova, Benevento e Spezia saranno decisive per il nostro campionato»

PESCARA. Ha aspettato il suo turno e si è preso la scena. Testardo e tenace, da buon siciliano, Gaetano Monachello non ha mai mollato, nemmeno quando la sua esperienza a Pescara sembrava ai titoli di coda. Zero minuti prima della sosta contro Venezia e Salernitana, stesso trattamento alla ripresa del campionato con la Cremonese il 20 gennaio. I giorni passavano e alla fine, un po’ a sorpresa, il centravanti è rimasto alla corte di Bepi Pillon. Ora la musica è cambiata, il passaggio al 4-3-1-2 e il mancato arrivo di una punta di grido lo hanno elevato a pedina insostituibile. Così, dopo aver giocato sette volte dall’inizio nelle prime 21 gare, Pillon lo ha promosso titolare a Foggia e a Crotone, dove è tornato a gioire segnando il suo 5° gol in campionato. Ieri l’attaccante, ospite di una diretta Facebook nella redazione del Centro (disponibile sul sito www.ilcentro.it), ha ripercorso le tappe della sua esperienza in riva all’Adriatico.
Monachello, finalmente è arrivato il suo momento.
«Sono contento, giocare con continuità fa crescere la consapevolezza dei propri mezzi. Comunque, anche quando non ero titolare, Pillon mi ha sempre sostenuto e lo ringrazio per questo. Non ho mai preteso spiegazioni sulle scelte dai miei allenatori, il posto bisogna conquistarselo e basta. Ringrazio anche il presidente Sebastiani e la squadra, io a Pescara mi trovo benissimo».
Quando si parlava di una sua partenza, i suoi compagni l’hanno riempita di elogi. Ne cito uno, Fiorillo, che ha detto: «Monachello è un esempio in allenamento».
«Ho un ottimo rapporto con lui, Vincenzo mi ha sempre spinto a non mollare. Dico la verità, nello spogliatoio scherzo spesso e sto bene con tutti. Sono orgoglioso di far parte di questo gruppo. Tutti hanno sempre apprezzato i miei sacrifici, anche quando giocavo meno e i gol non arrivavano. I compagni mi hanno dato la forza per dare il massimo e non mi sono mai risparmiato, anche quando sapevo di non dover giocare titolare».
Domani il Padova, martedì il Benevento e il 3 marzo lo Spazia. Il Pescara si giocherà il futuro in queste tre gare?
«Credo di sì, sono tre partite decisive che possono cambiare la nostra stagione, in positivo o in negativo. Però bisogna pensare a una gara per volta. Conosco la B e in questa categoria non ci sono partite scontate».
Finalmente avete gettato la maschera. Ora l’obiettivo si chiama play off.
«Per scaramanzia era meglio non pronunciare la parola spareggi dopo la sofferenza del campionato scorso. Dobbiamo restare umili e continuare a lavorare. I conti li facciamo alla fine».
Qual è la principale qualità del Pescara?
«Abbiamo un gruppo straordinario e non è una frase di circostanza. A Foggia siamo andati sotto e abbiamo reagito conquistando il pareggio nonostante venissimo dalla brutta sconfitta col Brescia. E a Crotone ci siamo ripetuti dando continuità a quanto di buono espresso allo Zaccheria. Ma ormai Crotone è solo un bel ricordo. Voltiamo pagina perché ci attende un’altra sfida molto complicata»
Allo Scida tanti ultra-trentenni. L’esperienza può essere decisiva?
«È importantissima, soprattutto in questa fase dove ci sono partite delicate. Ma per vincere i campionati servono anche altre componenti. Ad esempio la spensieratezza dei giovani è utile. I ragazzi sono istintivi e in alcune partite possono sempre inventarsi qualcosa di buono. Abbiamo bisogno di tutti».
Quattro punti in due partite in trasferta. Nessuno ci avrebbe scommesso...
«Dopo queste gare le nostre convinzioni si sono consolidate. Siamo certi di potercela giocare con tutti. Abbiamo ritrovato il sorriso, scherziamo e al tempo stesso ci alleniamo bene».
È vero che a gennaio poteva finire al Padova?
«C’era stata una richiesta, ma non l’ho mai presa seriamente in considerazione perché volevo restare a Pescara. Ho avvertito una grande fiducia nei miei confronti e ho deciso di non ascoltare altre proposte. A giugno tornerà all’Atalanta per fine prestito, però mi piacerebbe proseguire qui la carriera».
Sa che Mancuso aspetta una cena per l’assist di Crotone?
«Sì e presto gliela pagherò (ride, ndr). Mi trovo benissimo con lui e insieme possiamo toglierci tante belle soddisfazioni».
Chiudiamo con l’appello ai tifosi.
«Mi auguro di trovare l’Adriatico pieno contro il Padova. Vedere gli spazi vuoti non è mai bello. Però devo ringraziare la curva Nord che alla fine della gara con il Brescia mi ha fatto venire i brividi. In Italia di solito non si vedono queste scene dopo un ko per 5-1 in casa, invece ci hanno applaudito dandoci la carica per reagire».
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