Mondiali, domani si alza il sipario: tutto pronto tra divieti e campioni

Dopo Argentina e Francia sbarca a Doha il Portogallo di CR7 che rischia il licenziamento dallo United Negli stadi birra vietata e tifosi pagati dagli organizzatori. Gli sponsor insorgono: «È imbarazzante»
DOHA (QATAR) . Sbarca anche Cristiano Ronaldo e le nazionali sono ormai al completo a poco più di 24 ore dal calcio d'inizio dei primi mondiali di calcio in un paese arabo. Sono sbarcati quasi tutti i grandi campioni, come l’argentino di Leo Messi e il francese Karim Benzema. Cominciata quindi anche l'avventura mondiale della selezione rossoverde e della sua icona vivente Cristiano Ronaldo, per il quale questo sarà il quinto mondiale. Proprio CR7 si è prestato volentieri, con i giovanissimi fans, per foto e autografi, quasi a voler dimenticare le polemiche provocate dalle sue dichiarazioni dei giorni scorsi al giornalista e amico Piers Morgan, per le quali ora il Manchester United ha avviato «misure appropriate» nei confronti del suo numero 7, ovvero ha intrapreso un procedimento legale per "strappare" il contratto senza alcun risarcimento. CR7 dovrebbe ricevere ancora oltre 18 milioni di euro dai Red Devils.
La sfida di CR7. Intanto, dopo il 4-0 nell'amichevole contro la Nigeria, con un post sui social CR7 ha voluto sottolineare che «È stata una chiara dimostrazione di talento, e quindi una ragione in più per mettere nelle nostre valigie tutti i sogni del mondo! Sia come sia, Portogallo sempre!». In precedenza, nell'intervista che gli sta “intristendo” il Mondiale, aveva detto che questo Portogallo ha «un allenatore fantastico e una vera e propria generazione di talenti: per questo credo che faremo un Mondiale fantastico. Vincerlo? Sarà molto difficile, ma tutto è possibile, è una bella sfida. Non siamo i favoriti, ma... Sarà un Mondiale diverso, perché giocato in inverno, sarebbe bello giocare la finale contro l'Argentina di Messi e vincere con un mio gol decisivo. A quel punto lascio il calcio». Di sicuro Ronaldo lascerà a gennaio il Manchester United, che ora sta cercando il modo di licenziarlo, quindi non pagandogli il resto dell'ingaggio. Il plurivincitore del Pallone d'Oro vorrebbe però rimanere in Europa, dove si gioca il calcio che lui ritiene realmente competitivo, ma le sirene di un altro United, quello di Miami, si fanno sentire ma prima bisogna pensare al Mondiale per la gioia dei tifosi.
Tifosi finti e niente birra. E i tifosi in Qatar? Ancora no, quelli che ci sono, o si vedono nelle foto e nei video, sono residenti locali, per lo più indiani. I prezzi alle stelle (1.000 euro per un hotel decente) hanno operato una selezione drastica e in Qatar ci sarà soltanto la fascia altissima dei supporter. Intanto, fra polemiche e divieti, è scoppiata l'ultima grana: niente birra negli stadi e neppure nei bar attorno, nonostante le aperture annunciate dal governo. Con buona pace di uno dei principali sponsor della Fifa, la Budweiser che ha tuonato: «È tutto imbarazzante». A 24 ore dal match di apertura fra i padroni di casa del Qatar e l'Ecuador, nello stadio di Al Bayt la “febbre” del mondiale è visibile solo attorno alle “fan zone”, dove si danno appuntamento giovani e meno giovani con maglie dell'Argentina, della Germania, del Brasile. Non sono tifosi in trasferta, un investimento impossibile per i più, ma residenti locali, immigrati indiani, nepalesi, del Bangladesh. Hanno avuto biglietti gratis dal Comitato organizzatore, che dopo aver annunciato oltre 1 milione di visitatori, si sta rendendo conto in queste ore che gli aerei sbarcano mezzi vuoti e i tifosi che arriveranno saranno ricchi ma non saranno certo numerosi. Quindi, gli stadi vanno riempiti, soprattutto quello dell'inaugurazione, costruiti per ospitare 60.000 spettatori. E la scommessa si basa anche sugli “inviti” ai tifosi locali frettolosamente trasformati in fretta in ultrà di nazionali famose. È un Mondiale mai visto, con tifosi che non tifano ma indossano magliette delle squadre.
Angelo Caradonna

