Monte Amaro Running Cup, corsa in montagna a 2.000 metri
GUARDIAGRELE. Un dislivello complessivo di 1.750 metri, con tratti consistenti di salita e discesa. Un percorso che attraversa i territori di sei comuni e di due province e che per oltre venti...
GUARDIAGRELE. Un dislivello complessivo di 1.750 metri, con tratti consistenti di salita e discesa. Un percorso che attraversa i territori di sei comuni e di due province e che per oltre venti chilometri dei 27,5 complessivi, è sopra i 2mila metri di altitudine. Si corre nel rispetto di flora e fauna, in pieno Parco nazionale della Maiella. Il bosco non c'è e quindi nemmeno uno straccio di ombra. C'è, però, un tempo massimo per non farsi squalificare: 6 ore, anche se per tre anni consecutivi, Antonio Carfagnini, l'esperto runner che si è aggiudicato finora le tre competizioni, per completare il tragitto ha impiegato 3 ore, 1 minuto e 58 secondi. Si tratta della "Monte Amaro Running Cup", corsa amatoriale sia maschile e sia femminile che si svolge in ambiente montano e che quest'anno, per la quarta edizione, si correrà il 13 agosto. Il percorso si snoda da Fonte Tettone (1.650 metri sul livello del mare) per passare a Cima Maielletta (1.995), tratto caratterizzato da una pendenza media del 28%, si raggiunge il Blockuaus (2.140), Monte Cavallo (2.171), si sale per il rifugio Fusco (2.455) dove gli atleti affontano la pendenza massima del percorso con circa 400 metri con inclinazione del 39%, poi Monte Focalone (2.676 metri di altitudine, 24% di pendenza) fino ad arrivare alla cima di Monte Amaro (2.793 metri), quindi il giro di boa e il ritorno a Fonte Tettone. Il tutto seguendo i sentieri di chi pratica il trekking.
«Nella edizione passata», racconta Andrea Dal Pozzo, di Guardiagrele, creatore della manifestazione che si avvale dell'aiuto di Angelo Marrone (Majella's Way), «abbiamo avuto la presenza del 35% di atleti di fuori Abruzzo. Oggi possiamo dire che abbiamo fatto innamorare molti atleti alla nostra gara tant'è che tutti quelli che hanno partecipato alla prima edizione sono puntualmente tornati». Il paesaggio è suggestivo, bello, da scenario lunare, con panorami mozzafiato. «Ogni anno», riprende Dal Pozzo, «chiediamo assistenza al Soccorso alpino e speleologico. E' una gara dove fondamentalmente si corre da soli, in pace con se stessi. Una corsa lunga, emozionante, dove si sta in quota, ma con l'Adriatico all'orizzonte. Certamente non è una gara per tutti i runners, ma anche chi non ce l'ha fatta ha definito il percorso qualcosa di stupendo. L'organizzazione, viene quasi naturale dirlo, è piena di imprevisti e delusioni, di voglia di mollare. Ma poi si ripensa agli atleti che arrivano stremati al traguardo, ma con il sorriso sulle labbra e contenti di aver partecipato a una manifestazione sportiva diversa da tutte le altre e torna la voglia di portare a termine un nuovo appuntamento. Il terzo tempo, poi, è sempre una festa in compagnia di familiari e amici». (r.o.)
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