Morata avverte l’Inter: «La Juventus ha fame, vogliamo lo scudetto»

16 Gennaio 2021

MILANO. Uno stadio senza spettatori, le ristrettezze della pandemia, le difficoltà del club nerazzurro: sono i fattori che pesano sulla partita più attesa del campionato, il derby d’Italia di domani...

MILANO. Uno stadio senza spettatori, le ristrettezze della pandemia, le difficoltà del club nerazzurro: sono i fattori che pesano sulla partita più attesa del campionato, il derby d’Italia di domani sera, Inter-Juventus, in pratica uno spareggio per lo scudetto. Conte vuole verificare le ambizioni della sua squadra e attende la Juventus per capire quanto lontano può andar la sua Inter che veleggia sempre tra alti e bassi, tra acuti e stecche, tra difficoltà e delusioni come l'esclusione dolorosa dalla Champions. Resta la corsa al titolo, lunga e insidiosa ma probabilmente alla portata dei nerazzurri. Le speranze dei padroni di casa sono affidate a Lukaku. Un giocatore, forse l’unico, capace di fare veramente la differenza mentre cresce Lautaro Martinez che fa del lavoro il suo mantra e degli errori un dramma. Chance di riscatto per Vidal, panchina per Eriksen. Il Covid morde ma il derby d'Italia resta comunque affascinante e unico. Come dice Alessandro Bastoni, «è sempre un onore giocarlo». Morata e Ronaldo guideranno l'attacco bianconero, aspettando il rientro di Dybala. «È un piacere giocare con Ronaldo, capisco i suoi movimenti e cosa gli piace fare», dice lo spagnolo. Per la corsa scudetto, assicura Morata, c’è anche la Juve: «Questa squadra ha fame e non molla mai, noi ci saremo fino alla fine perché lo impone la storia del club e anche se quest’anno abbiamo perso qualche punto per strada, l’Inter deve stare attenta a questa Juve». Le scelte in attacco sono obbligate, in difesa Pirlo ha qualche opzione in più: per il momento, i tre positivi al Covid non si sono ancora negativizzati e di conseguenza Alex Sandro, Cuadrado e De Ligt vanno considerati indisponibili, così Chiellini sembra essere in vantaggio su Demiral per un posto al fianco di Bonucci. Chiesa e McKennie hanno lavorato soltanto parzialmente insieme al resto del gruppo, per questo motivo il tecnico si è preso ancora un po’ di tempo per capire quanto possano essere utilizzati.