Morata porta in finale una Juve da sogno

Pari al Bernabeu: Real in gol con Ronaldo, ma l’ex colpisce ancora e trascina i bianconeri a Berlino contro il Barcellona
MADRID. Il sogno bianconero è realtà: 12 anni dopo Manchester e la sfida tutta italiana persa ai rigori contro il Milan, la Juve va in finale di Champions (il 6 giugno a Berlino contro il Barcellona). La conquista facendo cadere lo scettro, in casa loro, ai campioni d'Europa, gli ex ormai galacticos del Real che sono stati contestati alla fine. Il colpo mortale lo dà proprio l'ex Morata: una rete storica una “pesadilla”, come si dice incubo in spagnolo perchè Alvaro aveva già fatto un gol all'andata. Ma il migliore in campo, uomo ovunque, a recuperare mille palloni, a impostare, a far tutto è Vidal, tornato a brillare nella serata in cui Pogba fa invece il gregario. Dopo 95' di battaglia nel forno del Bernabeu dove la gente applaude sempre gli avversari (ieri è successo con Pirlo quando è uscito), finisce 1-1, il pareggio che sarà ricordato come una vittoria dai bianconeri che volano a Berlino, decisi a spaventare anche Messi, Neymar e Suarez, dopo aver fatto piangere Ronaldo, Benzema e Bale. Finisce con la gioia dei bianconeri in mezzo al campo, mille abbracci, Allegri felice e commosso, come il presidente Andrea Agnelli, e poi vicino alla curva dei 4.200 tifosi venuti dall'Italia che intonano l'inno di Mameli, come era successo nella festa Mundial del 1982.
Partita sofferta, cercando di sporcare i tiri del Real, serrando le fila tra centrocampo e difesa, per fare inceppare la macchina da gol del Real. I Blancos devono battersi il petto, e ieri sera hanno avuto visto in campo l'ombra di Ronaldo, Rodriguez e Isco, ma devono - e lo fanno - riconoscere i meriti di un caldo infernale, a Madrid, 35 gradi e afa, come fosse metà luglio e la serata di una finale dei Mondiali. Il Bernabeu è vestito a festa per una serata di gala calcistico, preceduto dall'abbraccio tra i due allenatori. Le formazioni ufficiali tolgono gli ultimi piccoli dubbi: Ancelotti dà fiducia a Benzema, «che - aveva indicato alla vigilia - fa giocare di più la squadra», Allegri a Pogba.
Il risultato si sblocca al 23’ quando Rodriguez si incunea in area fra 3 bianconeri, la spinta di Chiellini è da rigore, secondo l’arbitro, che con freddezza Cr7 trasforma. Il Real confeziona palle-gol in serie, sfrecciando in contropiede: su uno salva in acrobazia Vidal. Buffon si arrabbia per i falli - a suo dire - non fischiati dall'arbitro a centrocampo sulle ripartenze del Real e gli urla in faccia un “Basta” in mondovisione. Un destro di Marchisio dal limite fa gridare al gol i tifosi bianconeri, 4.200 che si fanno sentire anche al Bernabeu.
Ma è la notte di Morata, come all’andata, e il grande ex all’inizio della ripresa risolve una mischia con un tiro sporco che rimbalza e supera Casillas. Tocca poi a Marchisio fallire il colpo del ko in contropiede. Il Real comincia ad avere paura di non farcela, la Juve è stanca, qualcuno ha i crampi, Pirlo non ce la fa più deve uscire. Ma i bianconeri resistono. Non solo: sciupano anche due belle azioni in contropiede. Poi al Bernabeu è solo festa Juve.

