Morto Rossi, commissario Figc dopo Calciopoli

22 Agosto 2017

Il giurista milanese aveva 86 anni. Assegnò lo scudetto del 2006 all’Inter scatenando molte polemiche

MILANO. È morto a Milano, dove era nato il 16 marzo 1931, il giurista e avvocato Guido Rossi, già presidente di Consob e Telecom, ed anche Commissario della Figc dopo Calciopoli, incarico che lo ha visto protagonista per quattro mesi dal 16 maggio 2006 (giorno della nomina da parte del Coni allora guidato da Gianni Petrucci) fino a settembre dello stesso anno quando rassegnò le dimissioni dopo essere diventato presidente di Telecom. Nella veste di commissario Figc, ha premiato gli azzurri di Marcello Lippi che nel 2006 in Germania hanno alzato al cielo la quarta Coppa del Mondo della storia azzurra. Sotto la sua gestione commissariale, la nomina di Roberto Donadoni nuovo ct azzurro e l’assegnazione dello scudetto 2005-2006 all’Inter dopo gli esiti dei processi a Calciopoli che tante polemiche ha scatenato e continua a scatenare in particolare tra i tifosi di Inter e Juventus. «A nome mio e della Federazione esprimo profondo cordoglio e desidero rivolgere le più sentite condoglianze ai suoi familiari. Se ne va oggi uno stimato giurista e dirigente, che ha saputo dare, nel ruolo di Commissario Straordinario, un prezioso contributo alla Federcalcio», le parole del presidente della Figc Carlo Tavecchio. Laureatosi nel 1953 in Giurisprudenza a Pavia, conseguendo nel giugno 1954 il Master of Laws all’Università di Harvard, Guido Rossi dal 1955 al 1957 ha lavorato ad Ivrea, al fianco di Adriano Olivetti. Già docente universitario di Diritto commerciale e di Diritto privato comparato a Trieste, Venezia, Pavia e Milano, nel 1981 (fino al 10 agosto 1982) viene nominato presidente della Consob sotto la guida di Beniamino Andreatta allora ministro del Tesoro. Eletto senatore per la Sinistra Indipendente (dal 1987 al 1992), è stato promotore della legge antitrust. Nel 1997 accetta la proposta di Ciampi di guidare Telecom Italia proprio nel periodo della fusione con la Stet verso la privatizzazione. Il 4 maggio 2011 viene nominato garante etico della Consob, ma si dimette il 26 ottobre 2012. Tanti i messaggi di cordoglio anche dal mondo del calcio: tra questi quelli della Roma e dell’Inter, che lo ha ricordato anche come «membro del Consiglio di Amministrazione dal 1995 al 1999».