Moser a Pescara presenta il trofeo Matteotti: “Questa corsa è sempre nel mio cuore”

Il campione trentino ha vinto tre volte la classica pescarese di ciclismo e conserva un ricordo particolare. La 78esima edizione si correrà il 13 settembre
PESCARA. Il ciclismo italiano ha buoni corridori, ma gli manca ancora un uomo capace di puntare al vertice nelle grandi corse a tappe. È la fotografia tracciata da Francesco Moser a Pescara, dove il campione trentino è stato protagonista della presentazione della 78/a edizione del Trofeo Matteotti, in programma domenica 13 settembre. "Abbiamo dei buoni corridori", ha detto Moser, indicando tra gli altri Jonathan Milan e Filippo Ganna, oltre agli specialisti della velocità. Ma, secondo il vincitore del Giro d'Italia 1984, "ci manca forse il corridore di punta per le corse a tappe".
Moser si è soffermato anche su Giulio Ciccone, che "sembrava poter essere l'uomo di riferimento" dopo aver indossato la maglia della montagna al Giro d'Italia. "Invece è lì che si spera che arrivi in fondo, ma ha qualche difficoltà a finire le corse davanti", ha osservato il trentino, riferendosi alle difficoltà dell'abruzzese in Giro, Tour e Vuelta.
Il problema, secondo Moser, è anche il livello raggiunto oggi dal ciclismo internazionale. "Quando hai dei mostri come Pogacar e Van der Poel è difficile vincere le corse importanti", ha osservato il campione trentino, mettendo in evidenza la distanza che separa i migliori corridori italiani dagli uomini capaci di dominare le grandi classiche e le corse a tappe.
Parole che arrivano proprio dalla presentazione di una corsa, il Trofeo Matteotti, che Moser conosce molto bene. Il trentino lo ha vinto tre volte e conserva della classica pescarese un ricordo particolare (“Sempre nel mio cuore”), anche perché nel 1975 il Matteotti fu valido come campionato italiano e gli consegnò il primo titolo nazionale della carriera.

