Mourinho, il disoccupato milionario

18 Dicembre 2015

L’esonero “consensuale” dal Chelsea arriva 4 mesi dopo la firma del rinnovo quadriennale a 18 milioni di euro l’anno

LONDRA. Nelle ultime settimane i suoi occhi tristi, il suo sguardo nel vuoto hanno fatto il giro del mondo, facendolo sembrare perfino tenero. Da “Special One” a “Normal One”, dalle stelle e l’esaltazione del Super-io, alla polvere.

José Mourinho ad agosto aveva rinnovato il contratto con Abramovich per guidare il Chelsea verso i trionfi nei prossimi 4 anni, per qualcosa come 18 milioni di euro lordi all’anno.

Ma i Blues sono ripiombati nell’incubo degli anni Settanta, quando retrocessero in Seconda divisione. E ora l’allenatore più famoso e – come si è sempre ritenuto lui stesso – più bravo e intelligente e il più grande comunicatore tra i suoi colleghi (famose le sue frasi al Real Madrid per infiammare i derby con il Barça, il gesto delle manette nel triplete con l’Inter, le frecciate a Milan e Juve, il «non sono un pirla...», appena arrivato a Milano che conquistò le simpatie dei media) ha riportato il Chelsea sull’orlo di quel baratro a un solo punto. E, per inciso, la spinta decisiva verso l’orlo del baratro è arrivata da quel Claudio Ranieri che proprio lo “Special-Normal One” aveva deriso con il suo Leichester (primo in classifica).

Il problema non è che Mourinho ha lasciato la guida del Chelsea, ma “come” lo ha lasciato: una squadra sfiduciata ai minimi termini, con l’autostima azzerata e con diversi calciatori-campioni definiti da Mou «traditori», perché – secondo il tecnico portoghese – avrebbero tradito le sue aspettative, le sue direttive e la sua filosofia del calcio.

Parole, pronunciate dopo il ko con Ranieri (2-1 per la cronaca), che hanno fatto capire ad Abramovich che non c’erano più margini per sostenere la posizione dell’allenatore-manager.

Ma i più maligni – o chi vede più lontano, dipende dalle prospettive – pensano pure che il fatto che il magnate russo avesse già pronto un nome, quello di Hiddink (un altro cavallo di ritorno, dopo l’esperienza negativa anche alla guida degli Orange), la separazione da Mourinho non sia stata tanto consensuale, perché in ballo c’è una montagna di soldi (dicevamo del contratto per altri 4 anni a 18 milioni lordi l’anno?). Così – sempre i maligni pensano, ma un politico italiano famoso diceva che a pensare male a volte ci si azzecca – pare che Abramovich avesse già deciso da tempo per il divorzio-bis, ma i legali hanno dovuto mettere a punto prima l’aspetto economico. In parole povere, la ricchissima buonuscita di Mourinho. La cifra della “separazione consensuale”, infatti, fino a ieri non è stata resa nota. Basti pensare, però, che nell’altro divorzio il tecnico portoghese incassò qualcosa come 17 milioni di sterline di buonuscita.

Tutto negativo? No, Mourinho è stato anche l’allenatore che ha vinto più di tutti nella storia del Chelsea, con titoli nella Premier, Coppe di Lega, Supercoppe. Niente Europa – dove però si è rifatto ampiamente con il triplete all’Inter – dove ha solo sfiorato l’impresa con due eliminazioni in semifinale e una finale persa. E se il premier inglese Cameron ha sottolineato che per Mourinho gli dispiace, «ma ci sono 740 mila disoccupati», da ieri ce n’è uno in più. Ma un disoccupato d’oro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA