Mourinho: io modesto e vincente Guai a essere felici dopo un ko

22 Novembre 2019

LONDRA. Meno egocentrico e provocatorio, più forte e analitico, persino «umile» nell'ammettere certi errori del passato: è un José Mourinho «inedito e altruista», quello che torna in panchina, nuovo...

LONDRA. Meno egocentrico e provocatorio, più forte e analitico, persino «umile» nell'ammettere certi errori del passato: è un José Mourinho «inedito e altruista», quello che torna in panchina, nuovo manager del Tottenham, dopo 11 mesi di forzata inattività. Già domani è atteso il suo debutto, sul campo del West Ham: non c'è tempo da perdere perché gli Spurs, dopo 12 giornate, hanno finora raccolto solo 14 punti, lontani a -11 dalla zona Champions. Mercoledì l’annuncio del club, ieri l'ex tecnico di Chelsea, Inter, Real e Manchester United ha incontrato per la prima volta la stampa.
«Non posso pensare di cambiare le cose in due o quattro giorni», la premessa di Mou, che ha firmato con il club londinese fino al 2023. «Non ho grande esperienza nel subentrare a stagione in corso, è solo la seconda volta (la prima con il Porto, ndr). Ovviamente certi principi di gioco cambieranno, ma col tempo». Ringraziato il suo predecessore, Mauricio Pochettino («per lui le porte qui resteranno sempre aperte»), Mou ha ammesso di non poter «essere più felice». «Il potenziale di questo club è enorme, così come quello dei giocatori. Una delle ragioni che mi ha convinto ad accettare il Tottenham è la visione del presidente Levy, oltre alla qualità dei giocatori». Ma non tutti, tra i tifosi degli Spurs, sembrano entusiasti del suo arrivo: gli rimproverano il passato allo Stamford Bridge. «Io però non sono il signor Chelsea, né il signor Real Madrid o Inter. Io sono tutte queste squadre. Ho sempre dato tutto me stesso e così farò anche qui. Ho vinto la Champions con il Porto e tre mesi dopo l'ho affrontato da avversario, alla guida del Chelsea, il calcio è questo. La Premier è il mio habitat naturale, dove mi sento più amato, e che considero la migliore e la più divertente. Sono davvero felice». Dopo cinque stagioni di grande calcio, ma senza trofei, con Pochettino in panchina, la proprietà ha deciso di puntare (Mourinho guadagnerà 16,5 milioni di euro lordi all'anno) su un tecnico dalla spiccata mentalità offensiva. «Spero di riuscire ad influenzare i giocatori che non devono essere felici se non vinciamo. Perché se sei felice dopo una sconfitta significa che sarà difficile diventare un vincente».