Movenze da Godin Il difensore che ricorda tanto papà Daniele

PESCARA. È cresciuto sui campi di calcio. Filippo Delli Carri (nella foto), nato il 3 maggio 1999 a Torino, è un roccioso difensore degli Allievi nazionali del Delfino che forma con Stefano Albanese...
PESCARA. È cresciuto sui campi di calcio. Filippo Delli Carri (nella foto), nato il 3 maggio 1999 a Torino, è un roccioso difensore degli Allievi nazionali del Delfino che forma con Stefano Albanese una delle migliori coppie di centrali della categoria. Figlio di Daniele, ex difensore e diesse del Pescara, ha un fisico da granatiere (altezza 189 centimetri, peso 77 chilogrammi). In grado di giocare anche sulla fascia destra, Delli Carri possiede forza, intelligenza tattica e grinta da vendere. Deve migliorare sotto il profilo tecnico, ma ha già la stoffa per diventare un buon calciatore. Almeno questo è il pensiero del suo allenatore, Pierluigi Iervese, che lo guida nella formazione Allievi nazionali. «È un centrale in una difesa a 4», spiega Iervese, «ma Delli Carri può ricoprire tranquillamente tutti i ruoli anche in una difesa a 3. Molto forte nel gioco aereo, ha una buona capacità di corsa e grande personalità. Tifosissimo della Juventus, il suo idolo è Jerome Boateng del Bayern Monaco, ma le movenze in campo ricordano il Diego Godin dell’Atletico Madrid. «Devo migliorare la tecnica, ma ce la metterò tutta per diventare un calciatore professionista. Sono entrato nelle giovanili del Pescara iniziando dalla categoria Esordienti. Se sono ancora qui il merito è degli allenatori che ho avuto la fortuna di incontrare Felice Mancini e Pierluigi Iervese. Il primo mi ha insegnato cosa significhi il sacrificio. In verità con lui non avevo molto spazio, però ho imparato ad allenarmi ugualmente al massimo e ad attendere il mio turno. Con Iervese mi trovo benissimo sin dalla passata stagione. Quest’anno mi ha dato anche la fascia di capitano che indosso con orgoglio». Filippo frequenta il 3° anno del Liceo scientifico “da Vinci” a Pescara. «È necessario organizzarsi il lavoro per conciliare l’attività sportiva e quella scolastica. Mi capita spesso di fare allenamento e poi studiare fino alle 22. È dura, ma non bisogna trascurare la scuola». Quest’anno il rendimento degli Allievi nazionali è ottimo. «All’inizio c’era un po’ di scetticismo. Nessuno credeva che potessimo inanellare una serie così lunga di risultati positivi. Invece, siamo stati bravi a disputare un girone di andata entusiasmante. Ora non dobbiamo fermarci. Se vogliamo toglierci qualche bella soddisfazione dobbiamo continuare a lavorare con grande impegno».
Giovanni Tontodonati
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