Muro contro muro per far cadere l’accusa a Campitelli

Domani alle 16 a Roma il dibattimento d’appello e la difesa confida nel giudizio dei magistrati
E’ ufficiale: appuntamento domani alle ore 16, all’NH Hotel di Roma, per il dibattimento di secondo grado del caso Savona-Teramo. In mattinata quello per il Catania e il giorno dopo, venerdì mattina, il processo Dirty Soccer Catanzaro. Si andrà a oltranza per Savona-Teramo a meno che il collegio giudicante, a una certa ora di notte, non decida di aggiornare l’udienza alla mattina seguente.
Non è ben chiaro quando la corte d’appello federale emetterà le sentenze; probabilmente, subito dopo il dibattimento oppure tutte e tre insieme sabato mattina. Con ogni probabilità le modalità saranno decise al momento dal collegio giudicante che, vale la pena ricordarlo, sarà presieduto da Gerardo Mastrandrea, magistrato alla Consiglio di stato. Che, poi, è lo stesso presidente della commissione giudicante che, in passato, ha esaminato anche il caso Conte.
Ansia e speranza a Teramo (una delegazione dei tifosi sarà presente nella Capitale). Il pool di legali ha depositato il ricorso e si sta preparando all’arringa difensiva. Ovviamente, l’imperativo è far cadere la responsabilità diretta in modo tale da sperare di conservare la serie B. “Campitelli non c’entra nulla” sarà il leit motiv degli avvocati Michele Cozzone e Eduardo Chiacchio, rispettivamente, del presidente e del Teramo calcio.
Minare la credibilità della versione offerta da Marco Barghigiani il 17 giugno scorso alla squadra mobile di Catanzaro è l’obiettivo dei legali. Barghigiani aveva detto di essersi incontrato con Campitelli e Di Giuseppe prima e dopo la partita promozione dei biancorossi, il 2 maggio scorso.
Secondo l’ex consulente del Savona per parlare della cessione del club ligure; secondo la procura federale per definire i dettagli della combine prima e per pagare una parte della somma pattuita dopo la gara. Non a caso la motivazione della sentenza di condanna di primo grado parte da questo elemento.
Anche se il Tribunale federale nazionale ha modificato il profilo del presidente Luciano Campitelli: secondo la Procura federale è l’ideatore e il mandante della presunta combine andata in scena nella penultima giornata del girone B della Lega Pro; secondo, invece, il collegio giudicante presieduto da Sergio Artico si sarebbe fatto trascinare nella vicenda dal ds (ora congelato) Marcello Di Giuseppe. Un parziale ridimensionamento delle responsabilità dell’imprenditore di Canzano.
Secondo gli avvocati una crepa nel teorema accusatorio che andrà sfruttato in sede di dibattimento. Che sarà caratterizzato dal fare subito. Ai legali è stata fatta raccomandazione di interventi brevi. Secondo quanto fatto filtrare dagli avvocati i fatti e gli argomenti su cui discutere saranno gli stessi del primo grado. Confidano nel collegio giudicante composto da magistrati, gente abituata a stilare verdetti sulla base di prove, non indizi.
Su undici tesserati deferiti e condannati dal Tribunale federale nazionale, dieci negheranno le accuse. L’undicesimo, Ninni Corda, ha ammesso parte delle sue responsabilità, andando a confermare l’esistenza di un tentativo di combinare la partita che ha regalato la serie B al Teramo.
Qui Ascoli. In casa bianconera la fiducia e l’ottimismo si mischiano con il profilo basso delle ultime ore. Ma l’Ascoli, ormai, si sente in serie B. Il presidente Bellini è tornato in Canada e, a differenza, del 12 agosto scorso, non sarà domani a Roma. Ci sarà invece il dg Lovato, insieme agli avvocati. La società si sta comunque attrezzando per la serie B, sta prendendo e trattando giocatori di categoria. E sul sito dell’Ascoli calcio c’è una foto eloquente (in alto a sinistra): il calciatore bianconero Pelagatti che cerca di scrivere il nome sulla maglia di Grassi. Chiaramente, le maglie con il nome sulle spalle vengono utilizzate in serie B. Non in Lega Pro.
@roccocoletti1
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