Napoli in vacanza, trionfo Monza Pari Roma: è frenata Champions

Spalletti duro con i giocatori freschi di scudetto: «Se si sentono appagati, poi diventano presuntuosi» I giallorossi restano al sesto posto, fallendo l’aggancio al Milan. Mourinho: «C’era un rigore per noi»
MONZA
Non serviva il terzo indizio per fare una prova, semmai il Monza cercava l'esame di maturità. Quello chiesto da Palladino alla vigilia. Così, dopo Juventus e Inter, anche i campioni d'Italia del Napoli lasciano i tre punti ai brianzoli, che chiudono 2-0 e guardano sempre più su in classifica. «Giocatori appagati dopo la conquista dello scudetto?». Luciano Spalletti non usa mezze misure per spiegare che «se i giocatori si sentono appagati, diventano presuntuosi. E la presunzione leva qualsiasi possibilità di crescita e taglia le ali. Ma io ho grandissima stima e rispetto dei miei giocatori», ha spiegato l'allenatore del Napoli, dopo il triplice fischio. «Per essere un top e un professionista di livello devi sapere fare sempre la stessa cosa e autodisciplinarti. Se ti demotivi, significa che sei in ritardo come professionista. In ogni caso, noi la motivazione l'abbiamo avuta». Il tecnico del Napoli poi ha usato la sua dialettica e la sua ironia per dire che «ho apprezzato poco del Monza, perché mi ha fatto perdere la partita». Spalletti sorride, poi spiega. «In realtà ho apprezzato il cartello 'benvenuto Napolì che ci hanno fatto trovare nello spogliatoio. Non ci era mai successo. E poi ho apprezzato la qualità del gioco: ma lo sapevamo, perché avevamo studiato il Monza. E faccio i complimenti a Petagna per il gran gol: si sa, a giocarci contro ti rende la vita difficile». . Pari al Dall’Ara. Il Bologna ferma anche la Roma al Dall'Ara, dopo Juventus, Milan, Lazio e Inter - unica battuta - ma non c'è impresa: i rossoblù perdono contatto da Fiorentina, Torino e Monza nella corsa all'ottavo posto che può significare l'Europa. La Roma, invece, è con la testa alla gara di ritorno di Leverkusen ed a quell'Europa League che rappresenta l'ultimo pass per la Champions. Mourinho ha cambiato 7 undicesimi rispetto alla gara di giovedì con il Leverkusen nonostante si sia presentato al Dall'Ara senza cinque infortunati (Karsdorp, Smalling, Llorente, Kumbulla El Shaarawy) e rinunciando a Rui Patricio e Dybala per turn over. Alla fine ha strappato un pari e risparmiato le energie, cogliendo a metà l'obiettivo. Mourinho, a fine gara, è tornato a bacchettare gli arbitri. «Orsato e il Var hanno sbagliato. C'era un rigore per noi», ha attaccato il tecnico. Che ha espresso preoccupazione per Celik. «Non si tocca mai e ha chiesto il cambio: è allarme», avverte rischiando di perdere un altro pezzo importante dopo avere optato, in Emilia, per un turnover massiccio: «Sono orgoglioso dei ragazzi, di Missori, primo 2004 della Roma ad aver giocato, di Tahirovic, che quando è bosniaco e non svedese è il mio guerriero e ha grande potenziale. Ma anche di Camara e di tutti gli altri: chi ha giocato meno e chi gioca sempre perché non possiamo fare diverso». Messaggio anche alla società: «Passo per essere uno che non lancia i giovani ma a Roma ne ho lanciati 14, per necessità, perché non ne abbiamo 30 formati».
Bene i viola. La Fiorentina è tornata a vincere in campionato (2-0 sull'Udinese), preparandosi nel migliore dei modi per la semifinale di ritorno di Conference League, giovedì a Basilea dove dovrà provare a ribaltare il 2-1 subito al Franchi. Intanto la squadra di Italiano ha conquistato i tre punti che la consolidano all'ottavo posto seppur in condominio: Castrovilli ha sbloccato dopo 7 minuti, Bonaventura ha chiuso i giochi al 90' prima di essere espulso a partita ormai conclusa, quando si è acceso un accenno di rissa.
Angelo Caradonna

