Napoli, super manita a uno spento Torino

TORINO. Il Napoli travolge (5-0) il Torino che quest’anno in casa aveva perso una sola volta, il derby di andata con la Juventus. Partita a senso unico, allo stadio “Grande Torino”, dominata dal...
TORINO. Il Napoli travolge (5-0) il Torino che quest’anno in casa aveva perso una sola volta, il derby di andata con la Juventus. Partita a senso unico, allo stadio “Grande Torino”, dominata dal primo all’ultimo minuto dalla squadra di Sarri, troppo bella al cospetto di un Torino mai in partita e guidato in panchina da Lombardo, sostituto dello squalificato Mihajlovic. Fin dall’avvio gli azzurri hanno messo a nudo tutte le lacune difensive dei granata, con la coppia di centrali Carlao-Rossettini in continua apprensione; la differenza di motivazioni e la splendida condizione del Napoli non basta a giustificare la partita dei granata. Al termine del confronto Sarri è tornato sul botta e risposta relativo al suo contratto da allenatore. «Al presidente sono grato», ha esordito, «lo ero ieri e lo sono oggi, lo sarò anche domani quando mi alzo. Mi ha portato in una grande squadra, la gratitudine nei confronti del presidente c’è e l’ho confermata. Ho espresso un obiettivo personale per il mio futuro e non vedo cosa c’entri Aurelio. Non so come mai è entrato in un discorso che riguardava me. Se sarò il suo Ferguson? Il contratto finisce nel 2020, c’è ancora molto tempo a meno che non ci sia un’interruzione nel 2018 prevista per entrambi con delle penali. Ho espresso un mio pensiero per il futuro. Ho detto che non mi sono arricchito con il calcio, anzi ho attraversato delle difficoltà, e nel prossimo contratto mi vorrei arricchire. Ma non tanto per me individualmente, visto che mi interessa relativamente, ma lo devo alla mia famiglia, alla quale ho fatto mancare tanto in questi anni per allenare a questi livelli. Le parole sono facilmente leggibili, al presidente evidentemente sono state riferite cose non vere, se lo farò in Cina o ad Abu Dhabi il prossimo contratto questo non lo so».

