Nibali maglia gialla sulle tracce di Pantani: «Ma è ancora dura»

Dopo 10 giorni di pioggia, cadute, strappi e grande battaglia, il 101° Tour de France tira il fiato e con lui tutti i protagonisti. Almeno quelli ancora rimasti in lizza, dopo i ritiri eccellenti di...
Dopo 10 giorni di pioggia, cadute, strappi e grande battaglia, il 101° Tour de France tira il fiato e con lui tutti i protagonisti. Almeno quelli ancora rimasti in lizza, dopo i ritiri eccellenti di Chris Froome e Alberto Contador. La maglia gialla è sulle spalle di Vincenzo Nibali che ieri ha incontrato la stampa, ribadendo che «il cammino per Parigi è ancora lungo, pieno di ostacoli, duro». All'aperto, nel giardino del Kyriad hotel, a Besançon, al fianco dei compagni dell'Astana, Fuglsang e Scarponi, il siciliano ha aggiunto di essere «soddisfatto di quanto fatto finora». A chi gli dice che, dopo le dèbacle dei big, è il favorito numero uno, risponde: «Mi dispiace per gli avversari che sono caduti, ma questo fa parte del ciclismo. Io, comunque, ero in testa. Con Alberto ho un bel rapporto, mi dispiace davvero». Nibali teme tutti: «Siamo un gruppo molto forte e, da questo momento, dovremo sobbarcarci l'onere di controllare e gestire la corsa, come del resto ci è già capitato. Ci vorrà grande concentrazione e grande attenzione a tutti i corridori». Il paragone con Pantani è inevitabile, se non altro perchè Nibali rischia seriamente di diventare il suo erede sul gradino più alto del podio, a Parigi. «È presto per dire se potrò diventare il suo erede», ammette “Enzino” Nibali. «Marco è stato un campione, ha vinto il Tour e io posseggo una sua maglia. Me l'ha fatta avere sua madre Tonina: le ho promesso che andrò a trovarla». Altro paragone irriverente: quello con Gino Bartali, di cui venerdì si celebra il centenario della nascita. «Ho sempre ascoltato chi è più vecchio di me, perché mi affascinano le storie dei grandi del ciclismo, come Bartali, Coppi o Merckx. Io non posso essere paragonato a loro», conclude, «perchè ho scritto solo qualche piccola pagine di ciclismo».
Mai come in questa 101ª edizione le prime dieci tappe del Tour de France hanno emesso verdetti così positivi, nel caso di Vincenzo Nibali, padrone assoluto della Grande Boucle, ma anche negativi, riportando i ritiri di due leader attesi come il campione in carica, il britannico Chris Froome (Sky), e lo spagnolo Alberto Contador (Tinkoff-Saxo) trionfatore a Parigi nel 2007 e nel 2009. Tutto, al momento, lascia pensare a un trionfo del messinese dell’Astana sui Campi Elisi della capitale francese, il 27 luglio. Il siciliano, vincitore di due delle prime dieci frazioni, ha al momento in classifica generale ben 2’23” di vantaggio sull’australiano Richie Porte (Sky) e altri 24” di margine sullo spagnolo Alejandro Valverde (Movistar). Solo questi due ciclisti potrebbero impensierire l’azzurro; ma la pedalata di Nibali e dei suoi compagni, con in prima fila l’eroico Michele Scarponi (lunedì scivolato e poi battistrada), lascia poco margine alle eventuali rimonte.

