Nicolai: alle Olimpiadi per continuare a stupire

13 Luglio 2016

«Il livello si è alzato: l’obiettivo è tornare a casa senza rimpianti»

ORTONA. L'operazione Rio de Janeiro è già avviata. La testa è in Brasile anche se Paolo Nicolai raggiungerà la sede delle Olimpiadi il 26 luglio. A quasi 28 anni (li compirà il 6 agosto) il "gigante ortonese" (203 cm di altezza) si appresta a disputare la seconda Olimpiade di fila. La giocherà in coppia con il romano Daniele Lupo. Un tandem affiatato (insieme dal 2011), capace di conquistare successi e di resistere alle trappole della vita. Entrambi rappresentano la punta di diamante di una disciplina sportiva in espansione e che ha radici solide proprio sulle spiagge brasiliane. Uno stimolo in più per chi della pallavolo sulla spiaggia ha fatto una ragione di vita. Testa a Rio, si diceva. «Inutile negarlo, è così. Abbiamo saltato qualche torneo del World Tour a scopo precauzionale e l'ultima tappa, in Svizzera, l'abbiamo disputata con l'obiettivo di dosare gli sforzi. La preparazione è finalizzata per agosto».

A partire dal 6 agosto quando inizieranno le gare del girone eliminatorio. A Londra 2012 il cammino si è fermato ai quarti di finale (contro gli olandesi Reiner Nummerdor e Rich Schuil), ai piedi della zona podio, questa volta l'obiettivo è quello di migliorarsi possibilmente. «Quattro anni fa era già bello esserci, questa volta sarà diverso», sostiene Paolo Nicolai, «partiamo con l'obiettivo di dare il massimo e di tornare a casa senza rimpianti».

Tradotto in soldoni?

«Ci sono un paio di coppie avanti alle altre. Mi riferisco a Brasile (Alison-Bruno Schmidt) e Stati Uniti (Dalhauser-Lucerna). Poi, c'è un gruppo di dieci coppie sullo stesso livello, tra cui ci siamo anche noi. Conterà avere la testa giusta. Magari sarà fondamentale il livello di preparazione fisica. Di certo, c'è che saranno i dettagli a fare la differenza. Può accadere di tutto».

Il livello della competizione rispetto a Londra 2012?

«Senz'altro superiore. Il beach volley è cresciuto, c'è tanta qualità in campo. Si lavora sulla tattica. E' una disciplina in continua evoluzione».

E voi come vi siete preparati?

«Da ottobre abbiamo cambiato allenatore, c'è Matteo Varnier (Paulao seguirà l'altra coppia azzurra, ndr). E poi c'è anche una coppia abruzzese che ci segue. Mi riferisco a Ettore Marcovecchio e Caterina De Marinis, entrambi vastesi. Ettore cura la parte tecnica e Caterina l'elaborazione dei dati. Ettore sarà con noi a Rio».

Significa che quando andate in campo conoscete già tutte le soluzioni a disposizione degli avversari?

«In pratica, è così. Il livello si è alzato, sono i dettagli che fanno la differenza».

Come è cambiato Paolo Nicolai in quattro anni?

«Sono cresciuto, io e Daniele abbiamo ottenuto diverse vittorie. Siamo diventati una delle coppie di punta del circuito. Personalmente sono dieci anni che gioco a beach volley e la gestione delle emozioni in campo è molto migliorata. Sono abbastanza freddo di carattere».

L'approccio rispetto a Londra sarà diverso?

«Certo, all'epoca eravamo degli sbarbatelli. In questi quattro anni abbiamo vinto due titoli europei e diverse tappe del World Tour. C'è altra consapevolezza nei propri mezzi. Abbiamo alzato l'asticella nel frattempo».

A fine Olimpiade sarà soddisfatto se…

«No, non ci casco. Sarò contento se avremo giocato bene e al massimo, indipendentemente dal piazzamento. Voglio tornare a casa senza rimpianti, sapendo di aver dato tutto».

Ha individuato il suo erede, almeno in Abruzzo?

«Segnatevi questo nome: Paolo Di Silvestre, pescarese, è fortissimo. E' un giocatore di difesa destinato a una carriera luminosa».

A Londra c'era suo fratello e poi l'hanno raggiunta i genitori e la fidanzata Serena. A Rio?

«Il Brasile è lontano, non verrà nessuno. Ma sono certo di poter contare sulla spinta e l'affetto degli ortonesi che faranno il tifo per me».

Il sorteggio. La Fivb ha effettuato i sorteggi per Rio 2016: la coppia Nicolai-Lupo è stata inserita nella pool C con gli americani Dalhauser-Lucerna, i messicani Ontiveros-Virgen e i tunisini Belhaj-Naucer. Si qualificheranno alla fase successiva le prime due coppie classificate. Sono tre le squadre azzurre, due maschili (l'altra è Ranghieri-Carambula) e una femminile (Menegatti-Orsi Toth).

@roccocoletti1

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