Nicolai e Di Fulvio, riportateci una medaglia

28 Luglio 2016

L’ortonese: «E’ un sogno, spero duri a lungo». Il pescarese: «Sono carico»

PESCARA. Otto giorni alla 31ª edizione dei Giochi Olimpici estivi, previsti dal 5 al 21 agosto. Rio de Janeiro sarà la prima città sudamericana ad ospitare le Olimpiadi grazie all'assegnazione ottenuta nel 2009, quando superò la concorrenza di Madrid, Tokyo e Chicago. All’appuntamento l’Italia si presenterà con una pattuglia di 307 atleti, di cui 163 uomini e 144 donne.

Nella comitiva azzurra ci saranno due abruzzesi: il beacher Paolo Nicolai, ortonese, e il pallanuotista Francesco Di Fulvio. Entrambi cercheranno di riportare a casa quella medaglia che l’Abruzzo insegue dal 2004, quando la ginnasta teatina Fabrizia D’Ottavio tornò da Atene con un argento al collo. Da allora solo illusioni e speranze. A Londra c’era il solo Nicolai, adesso gli fa compagnia Francesco Di Fulvio.

Il sogno di Nicolai.L’ortonese Paolo Nicolai è la stella del beach volley italiano. Giocherà con Daniele Lupo, sarà una delle tre coppie azzurre che daranno battaglia nella suggestiva Beach Volleyball Arena, posta di fronte all'Oceano, che ospiterà i tornei a 5 cerchi della disciplina della pallavolo sulla spiaggia presente nel programma da Atlanta 1996. Il sogno – nemmeno tanto nascosto – di Nicolai e Lupo, allenati da Matteo Varnier è quello di tornare a casa con una medaglia dopo che a Lodra sono usciti ai quarti di finale. Il medagliere del beach volley Stati Uniti e Brasile saldamente al comando con 20 metalli vinti sui 30 fino ad oggi assegnate. Ed è proprio la nazionale di casa che presenterà le coppie favorite con la possibilità di superare gli Usa in quanto a metalli conquistati. Il girone di qualificazione non è propriamente agevole, visto che nel gruppo C ci sono anche Lucena-Dalhauser, una delle coppie più forti del circuito. Passano le prime due e quella azzurra sembra avere qualcosa in più rispetto ai messicani e ai tunisini. Paolo Nicolai è già in Brasile, è partito da Roma lunedì sera. «E’ un viaggio atteso quattro anni», ha detto l’ortonese prima di salire sull’aereo, «rincorso ogni giorno. Partecipare alle Olimpiadi è un regalo che mi sono conquistato ogni giorno, per questo giocherò con il sorriso sulle labbra, orgoglioso di poter vivere questo sogno, godendomi ogni partita come fosse l'ultima e ogni punto come fosse l'ultimo facendo di tutto per far sì che questo regalo duri il più a lungo possibile». Una curiosità: nello staff tecnico c’è un altro abruzzese, il vastese Ettore Marcovecchio. Le altre coppie azzurre al via sono Ranghieri-Carambula (maschile) e Menegatti-Orsi Toth (femminile).

La speranza di Di Fulvio. Il Settebello azzurro a Londra ha conquistato l’argento e spera di tornare dal Brasile con un’altra medaglia. Una delle novità della squadra del ct Campagna è proprio Francesco Di Fulvio, il 23enne pescartese esploso nelle ultime stagioni con Brescia e Pro Recco. Si tratta di un attaccante che si sta affermando a suon di gol. Due l’altra sera nell’ultima amichevole disputata a Civitavecchia, contro la Serbia, vinta dagli azzurri 10-9. Oggi Di Fulvio è a Pescara, ultime ore in famiglia prima di partire, domani sera da Roma. «Sono sereno e carico. Mi sento bene e non vedo l’ora di iniziare», ha detto Di Fulvio, «c’è un bel clima attorno alla squadra. Siamo molto fiduciosi». E’ un Settebello che ispira speranza, la stessa che Campagna ripone nel figlio d’arte pescarese che negli ultimi anni è cresciuto molto maturando anche un certo spessore internazionale. A favorirne la maturazione ha contribuito anche il lavoro del francavillese Amedeo Pomilio, il vice di Campagna, una stella della pallanuoto italiana. E comunque la storia di Francesco Di Fulvio si è consumata in mezzo all’acqua con un pallone da spingere in rete. Papà Franco, classe 1963, vinse scudetto, Coppa dei campioni e supercoppa con la mitica Sisley Pescara del 1987, insieme al Maradona della pallanuoto, Manuel Estiarte, e fino allo scorso anno ha allenato l'Original Marines (serie B). Mamma Monica è istruttrice di nuoto, mentre i fratelli più grandi, guardacaso, giocano sempre a pallanuoto. Andrea milita nella Sport Management di Verona e Carlo, fresco di laurea, è emigrato a Melbourne.

@roccocoletti1

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