Nicolai, una medaglia per l’Abruzzo

18 Agosto 2016

L’ortonese sul podio 12 anni dopo l’argento della D’Ottavio ad Atene: «È un sogno che si realizza, ma non è finita»

ORTONA. Alle cinque del mattino, al tempo dei social, non si scende in piazza per festeggiare una medaglia olimpica. Ortona e gli ortonesi hanno scelto quella dei social per manifestare la gioia per il successo di Paolo Nicolai che, in coppia con il romano, ha conquistato la finale del torneo olimpico di beach volley. Sono scesi in campo amici, conoscenti e tifosi a suon di post, di tweet e di mi piace. Un entusiasmo contagiante in città e in Abruzzo. La Rai ha fatto sapere che per la semifinale vinta in rimonta 2-1 contro i russi Semenov-Krasilnikov c’è stato uno share del 92%. Il “gigante” di Ortona, dall’alto dei suoi 205 centimetri, sta conquistando tutti anche fuori dai confini regionale per talento, carattere e umiltà. La soddisfazione per la medaglia olimpica che torna in Abruzzo dopo 12 anni (l’ultima volta ad Atene 2004 grazie all’argento della ginnasta Fabrizia D’Ottavio nella ritmica), però, sembra già superata. Adesso è il tempo della concentrazione in vista della finale (domani alle 5 del mattino) contro i campioni del mondo (l’anno scorso in Olanda) Alison-Bruno. I favoriti sono loro, i padroni di casa. Il pronostico dei quotisti Snai è chiaro: la coppia brasiliana è quotata appena 1,30, chi crede all'ennesima vittoria controcorrente dei due italiani può giocarli a una quota ben più robusta: 3,00. Nel 2016 tre precedenti tra i campioni d’Europa Nicolai-Lupo e Alison-Bruno, tutti a favore dei verdeoro. Alison è il giocatore di muro, Bruno quello di difesa. L’abruzzese di Ortona e il romano di Fregene faranno di tutto per essere protagonisti di un altro Maracanazo (un termine in voga da quando l’Uruguay vinse il Mondiale di calcio del 1950 battendo i verdeoro al Maracanà). «Voglio tornare a casa senza rimpianti, avendo dato il massimo anche nella finalissima», ha detto Paolo Nicolai, «me la voglio giocare fino in fondo». Il beacher ortonese poi ieri sera ha risposto alle domande del Centro in esclusiva

Nicolai, qual è stato il primo pensiero quando è caduta a terra la palla della vittoria?

«Ho pensato solo che in quel momento si stava realizzando un sogno che io e Paolo abbiamo accarezzato ogni sera quando siamo andati a dormire negli ultimi quattro anni».

Come mai la partenza è stata così lenta?

«Merito degli avversari, era una semifinale olimpica!».

Che cosa è cambiato nel corso del match?

«Abbiamo resettato dopo un avvio difficile e siamo riusciti a giocare ai nostri livelli con la testa sgombra».

Il terzo set l’avete vinto grazie alla forza mentale, giusto?

«Non solo. L'abbiamo vinto grazie ai dettagli, alla cura maniacale dei particolari che alla fine hanno fatto la differenza».

Comunque vada sarà medaglia olimpica, a chi la dedica?

«Lo dirò solo dopo la finale...».

Prevale la soddisfazione per la medaglia o il pensiero alla finalissima?

«Il pensiero è rivolto ai brasiliani, sono campioni del mondo, dei fuoriclasse assoluti».

Avrete la Torcida contro, ma tanta gente in Italia davanti alla televisione a fare il tifo.

«La verità è che in campo saremo comunque due contro due».

Chi ti senti di ringraziare per questa medaglia?

«Non è il momento dei ringraziamenti. C’è una finale olimpica da giocare. Ne parleremo dopo la finale».

Dai ripescaggi fino alla finale olimpica, mentalmente che cosa è cambiato in questi giorni?

«Giochiamo sempre punto su punto, partita su partita: sono tutte finali».

Il complimento più bello da chi è arrivato?

«E’ un segreto, per ora. Dopo la finale ne parleremo».

@roccocoletti1

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