Niente primedonne, solo il collettivo

6 Settembre 2014

Caratteristiche e comportamenti: Balotelli è fuorigioco con Conte ct

Qualcosa più di una sensazione. Con l'avvento di Antonio Conte la Nazionale ha voltato pagina, in campo e fuori. E la partenza è stata apprezzata da tutti: 2-0 all'Olanda, terza al Mondiale, davanti a 50mila spettatori al San Nicola di Bari. E altri 7 milioni e 744 mila erano davanti alla televisione con uno share del 32.47. Miglior avvio Conte non poteva immaginare. Nemmeno i dirigenti federali reduci da un'estate incandescente e dalla delusione di Brasile 2014. Squadra aggressiva e tonica, un coro senza tenori in cui, per dirla con le parole del ct, «bisognare ragionare con il noi e non con l'io».

SuperMario fuori dal coro. Non sarà più la nazionale di Balotelli, sarà l'Italia di Conte in cui nessuno svetterà sugli altri perché il ct mette davanti a tutti lo spogliatoio. Vedere Immobile e Zaza (alla Juve Conte non li ha voluti!) duettare e mettere in crisi la difesa olandese aumenta il rammarico per la spedizione brasiliana imperniata su un giocatore, Mario Balotelli per l'appunto, che difficilmente troverà spazio nell'Italia di Conte per caratteristiche tecniche e caratteriali. E poi, perché avere nostalgia di chi in campo cammina senza sfruttare il suo potenziale?

De Rossi era stato duro alla fine del Mondiale, martedì notte al San Nicola ha ribadito il concetto: «Bisogna ripartire da uomini veri e da gente che ha voglia di sacrificarsi. Oggi (martedì sera, ndr) ero il più vecchio in campo, poi c'erano tanti giovani che avevano voglia di indossare questa maglia». Non fa nomi il romanista, ma a Mario Balotelli continuano a fischiare le orecchie.

Tanto per rendere l'idea, non potrà mai accadere che alla vigilia dei prossimi Europei del 2016, un giocatore di Conte porti in Francia l'anello da consegnare alla fidanzata e poi annunciare il matrimonio su Facebook. Com'è avvenuto a Balotelli in Brasile.

I soldatini e Giaccherini. Anche ad Antonio Cassano, che aveva definito i giocatori di Conte dei "soldatini", fischiano le orecchie. «Non voglio fare polemiche», ha detto Emanuele Giaccherini, uno dei fedelissimi del ct, «ma se questa è l'Italia dei soldatini, allora vanno bene i soldatini». La prima di Conte ha generato entusiasmo. Non solo per lo spessore della prestazione, soprattutto perché l'Italia veniva da tanti risultati negativi (una vittoria nelle ultime dieci gare prima del 2-0 del San Nicola) che è bastato un successo convincente per riprendere fiducia. Ma i problemi restano. Il livello del calcio italiano anche. Conte può dare una scossa, può portare un'organizzazione diversa e più efficace. Ma i giocatori sono quelli che sono. «Non ne abbiamo di campioni in grado di risolvere la partita da soli, la nostra stella polare è il collettivo».

Verso Oslo. E all’orizzonte c’è la prima partita (di qualificazione agli Europei) con i tre punti in palio, martedì sera, contro la Norvegia. Tornerà Buffon tra i pali; la difesa, composta da Ranocchia, Bonucci e Astori, dovrebbe essere confermata in blocco anche perché Chiellini non ce la farà a recuperare. Preoccupa la botta ricevuta da De Rossi che ha riportato una contusione al legamento collaterale del ginocchio sinistro con un piccolo ematoma. Non ci sarà Marchisio, squalificato. Potrebbero trovare spazio Candreva e Parolo. E lo stesso Verratti a maggior ragione se De Rossi non dovesse farcela. In avanti, Conte potrebbe confermre Immobile e Zaza. Ipotesi, per ora. ©RIPRODUZIONE RISERVATA