Nikolic mostra i muscoli: «Roseto, ora voglio la A2»

Serie B, domani sera a Nardò la Liofilchem gioca la finalissima per la promozione I salentini accusano: «Al PalaMaggetti clima ostile». Ciafardoni: meglio stare zitti...
ROSETO . Domani (ore 20,30) per la Liofilchem Roseto sarà il grande giorno, quello in cui si giocherà la finale play off a Nardò contro l’Andrea Pasca, con in palio un posto in A2. Roseto sogna, pur sapendo che andrà in campo con un reparto lunghi ridotto all’osso, dove milita però la sorpresa della stagione: il lungo Aleksa Nikolic, pescato da coach Trullo in A2 dove faceva panchina, talmente bravo da meritarsi il premio come miglior under 21 delle semifinali: «Esser riusciti a battere per due volte Nardò non è stato facile», afferma Nikolic. «Ci aspettavamo la loro reazione e infatti nel primo tempo ci hanno costretto a rincorrerli». Dal -15 Roseto è poi risorta: «La spinta dei nostri tifosi è stata di grande aiuto, è aumentata la fiducia, migliorando nel gioco e al tiro, difendendo meglio». Già senza Serafini, l’espulsione di Amoroso poteva costare cara: «Lì me la sono vista brutta», prova a sorriderci su Nikolic, «Ma proprio in quei momenti sono venuti fuori 5 nostri minuti di grande qualità». La squadra ha girato bene e Nikolic non ha sbagliato nulla: «In gare così importanti si gioca tanto e si pensa poco: ha funzionato, si vede che devo pensare solo a giocare e divertirmi», continua il pivot rosetano che in quei minuti, da solo, ha fatturato punti, preso rimbalzi e dato grande solidità difensiva. A fine match poi l’abbraccio con Amoroso che stava sulle tribune ancora sudato: «Ci siamo abbracciati, ma quello che ci siamo detti ce lo teniamo tra noi. Io so solo che anche grazie alla sua esperienza sto crescendo molto», conclude Nikolic, che punta forte sulle ambizioni rosetane. «Io e Pastore eravamo in A2 a Rieti e siamo scesi in B per con Roseto. Per riuscirci dovremo dare il massimo nella finale di domani che sarà una guerra: noi abbiamo già preso loro le misure, ma sappiamo pure che troveremo un ambiente molto caldo ad attenderci. Resteremo tranquilli, in squadra abbiamo esperienza e voglia di vincerla».
Sarà dunque un impegno difficile, ma c’è voglia di provarci nel Lido delle Rose che però ieri ha avuto conferma che Nardò troverà un ambiente bollente: già nel dopo gara di domenica scorsa infatti, erano scoppiate polemiche non solo tra le due tifoserie, ma anche tra i club, col presidente biancazzurro Ernesto Ciafardoni che non era riuscito a ricomporre neanche nel tunnel degli spogliatoi quand’era da solo col presidente dei pugliesi Ivan Marra. Quest’ultimo poi, ha affidato ieri ai social un videomessaggio lamentandosi di aver trovato a Roseto «un clima ostile». Niente male per un club il cui precedente presidente Carlo Durante, nello scorso gennaio si è preso una squalifica di 7 mesi per aver addirittura aggredito un arbitro. È stato comunque pacato il commento di Ciafardoni: «Non voglio replicare, dico solo di esser rimasto male per alcune dichiarazioni: ognuno ha un suo pensiero, ma noi rimaniamo quelli che hanno portato in gara1 i fiori alla mamma di Andrea Pasca (ex giocatore di Nardò, morto qualche anno fa in un terribile incidente stradale, ndc). Noi abbiamo perso due volte da loro, siamo rimasti zitti e tornati a casa per capire come batterli. Noi siamo questo, abbiamo rispetto per tutti i nostri avversari ed il resto non ci interessa. Preferiamo parlare di sport e non scendere a questi livelli per discutere. Sappiamo che i nostri giocatori sono anzitutto grandi uomini e sono sicuro che in finale si batteranno fino all’ultimo secondo».
Marco Rapone

