Non basta Dessena: l’Ascoli spinge il Pescara verso la retrocessione

In pieno recupero il gol del 3-2 di Bajic che vanifica la doppietta del centrocampista. Decisiva l’espulsione di Scognamiglio al 36’
PESCARA. Al bivio il Pescara imbocca la strada che porta verso la retrocessione in serie C. E a spingere i biancazzurri verso il baratro è l’Ascoli guidato da Andrea Sottil, il tecnico che li aveva salvati nell’agosto scorso. La vendetta dell’ex fa male, rischia di segnare definitivamente la stagione. Lo scontro salvezza va ai bianconeri che si impongono con merito. Il Pescara incassa la quinta sconfitta nelle ultime sei gare casalinghe, confermando i limiti nella costruzione del gioco ai quali abbina i soliti errori che infarciscono le ultime prestazioni. All’Adriatico-Cornacchia deve nuovamente giocare in inferiorità numerica per lunghi tratti della gara: l’ultima volta per il rosso a Drudi, ieri per l’espulsione di Scognamiglio dopo 36’ per doppia ammonizione. Ed è la chiave di una sfida che il Pescara gioca con il cuore, resistendo a lungo e dando anche la sensazione di poter strappare un punto. Ma cede alla fine, al secondo minuto di recupero, quando Bajic (entrato da poco in campo) corregge un cross dalla destra di Parigini, infilando Fiorillo. Il veleno nella coda, quello che rischia di uccidere il Pescara. Che riponeva grosse aspettative in questo scontro salvezza per dare una svolta a questo finale di stagione. Gli altri risultati della giornata sembravano pressoché ideali per i incoraggiare un cambio di passo. Che, però, non arriva. Non può maturare perché si vede subito che l’Ascoli ha più qualità, è meglio organizzato, è più squadra. Ha un passo diverso. Gioca meglio ed è più incisivo. Sembra avere più fame del Pescara. Lì davanti Dionisi e Bidaoui mettono in difficoltà la difesa a quattro biancazzurra. Scognamiglio è in affanno sul breve e rimedia due cartellini gialli in 36’: espulso. A questo punto Grassadonia - vista l’indisponibilità di Drudi - sceglie di mandare in campo Sorensen al posto di Galano. Il danese lo tradisce con un’altra serata da dimenticare. Intanto, fa la bella statuina (l’ultima) nello slalom di Bidaoui in area che, al 40’, sblocca il risultato. E poi si renderà protagonista di un secondo tempo nuovamente deludente. Doveva essere un rinforzo a gennaio, ma alla resa dei conti sta affossando il Delfino.
Sotto di un gol e di un uomo, sembra la fine. In tribuna nervi tesi tra le dirigenze. Volano parole grosse. La dea bendata decide di tenere a galla il Pescara che pareggia subito, al 41’, con Dessena. Azione personale di Odgaard, il cui tiro viene deviato da due ascolani liberando il centrocampista in area che scavalca Leali con un pallonetto. Durante l’intervallo dentro Ceter per Maistro e, al 3’ della ripresa, proprio un colpo di tacco del colombiano in area viene corretto in rete da Dessena a due passi dal portiere. Addirittura, Pescara in vantaggio grazie a due episodi. Troppa grazia per una squadra in sofferenza e incapace di produrre gioco. Tant’è che il 2-1 dura poco, non c’è nemmeno il tempo di preparare il bunker. Al 7’, infatti, Federico Dionisi di testa corregge in rete un cross di Saric. Anche in questo caso sembrano esserci responsabilità di Sorensen che si dimentica l’attaccante alle spalle. Ma le responsabilità del danese andrebbero condivise con il tecnico che - anche per carenza di alternative valide - sceglie di rilanciare un difensore protagonista di uno scorcio di stagione negativo tra infortuni e prestazioni deludenti. Sul 2-2 il Pescara ci mette il cuore, resiste e di tanto in tanto prova a impensierire la retroguardia bianconera. Dall’altra parte l’ex Sottil mette in campo tutta la qualità a disposizione nel tentativo di scardinare la difesa di casa. L’Ascoli non è più lucido, ma attacca in massa. Al 31’ Bellanova salva sulla linea sul tiro-cross di Kragl. I nuovi entrati portano quella brillantezza in grado di spezzare l’equilibrio, al contrario dei subentrati biancazzurri. E così quando il 2-2 sembrava segnato, al 47’, il serbo Bajic corregge in rete l’assist di Parigini, dando il là alla festa ascolana. È il crocevia della stagione, quello che consente ai bianconeri di proseguire la rincorsa alla salvezza e che dà un duro colpo alle speranze del Pescara. Difficile rialzarsi dopo una botta del genere. Impossibile coltivare il sogno di evitare il baratro della serie C se il Delfino non vince nemmeno una gara casalinga nel 2021. Dura dare credibilità al sogno salvezza se i tre punti non arrivano nemmeno quando il Pescara - che fa fatica a segnare - viene agevolato da due gol frutto di altrettanti episodi fortunosi.
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