Non ci sono più le calciatrici: la Virtus lascia anche la femminile

LANCIANO. Dopo la squadra maschile, la Virtus Lanciano perde anche quella femminile. Dai fasti della serie B, la Virtus non è stata iscritta dalla famiglia Maio neppure al campionato di Lega Pro ed...
LANCIANO. Dopo la squadra maschile, la Virtus Lanciano perde anche quella femminile. Dai fasti della serie B, la Virtus non è stata iscritta dalla famiglia Maio neppure al campionato di Lega Pro ed è scomparsa dal calcio professionistico.
Ora stessa sorte è toccata alla squadra femminile che militava in serie C. Ma questa volta pare non ci siano motivi economici dietro la bandiera bianca. Se il tracollo della squadra maschile è stato dovuto ai conti in rosso e alla mancanza di acquirenti, l’addio alla serie C della femminile è per mancanza di giocatrici.
Così quella che era la prima squadra della società della famiglia Maio, è stata ritirata dal campionato, pagando una multa di 1.500 euro. Ora la Virtus punta tutto sul settore giovanile e la scuola calcio, che conta 200 ragazzi da 6 a 16 anni, divisi in ben 15 squadre iscritte ai vari campionati.
In realtà la presenza della squadra femminile è stata imposta alla società rossonera. Lo scorso anno infatti era la serie B a volere che ci fosse anche una squadra femminile e la Virtus ha preso il gruppo di ragazze nato 6 anni fa con la Spal Lanciano di Valerio Memmo.
«Il calcio femminile in città è nato con la Spal sei anni fa», racconta Memmo, «e quel gruppo, che nel frattempo era diventato Lanciano Calcio, è passato alla Virtus. Lo scorso anno in C siamo arrivati al sesto posto e abbiamo messo in mostra molte ragazze. Ma, quest’anno ci siamo ritrovati a fare i conti con la squadra quasi dimezzata. Non pensavamo però», conclude Valerio Memmo, «di dover rinunciare al campionato, che inizia domani. Purtroppo un paio di ragazze sono andate a lavorare all’estero, altre tre sono partite per l’università, un’altra ha lasciato il calcio. Non potevamo affrontare le partite».
Ogni domenica si rischiavano multe. «Purtroppo abbiamo dovuto rinunciare alla femminile», aggiunge Claudio Di Menno Di Bucchianico, legale rappresentante della Virtus, «era la prima squadra che avevamo iscritto quest’anno al campionato, avevamo già organizzato le trasferte, perché ci credevamo. Invece sono rimaste soltanto otto ragazze e non si poteva affrontare il campionato in quelle condizioni. Così siamo stati costretti al ritiro».
Una rinuncia che arriva nel giorno in cui i tifosi ricordano il 13esimo anniversario della scomparsa dell’indimenticato presidente Ezio Angelucci.
Il gruppo della tifoseria Frentani non tesserati ha organizzato una festa dalle 14 in curva per ricordarlo e chiedere al Comune di intitolargli la curva Sud dello stadio Biondi, tristemente vuota ormai dal giugno scorso, dopo i fasti della serie B della Virtus Lanciano. Che aveva anche sfiorato la lotteria dei play off per giocarsi un posto per quella che sarebbe stata una storica promozione in Serie A.
Teresa Di Rocco
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