Non solo Avellino, altri due club vogliono il titolo del Roseto Sharks

19 Maggio 2020

Mentre Roseto rischia di perdere la serie A2, il presidente degli Sharks Antonio Norante (nella foto) ieri ha diramato un comunicato rimarcando l’uso di due pesi e due misure nel basket italiano...

Mentre Roseto rischia di perdere la serie A2, il presidente degli Sharks Antonio Norante (nella foto) ieri ha diramato un comunicato rimarcando l’uso di due pesi e due misure nel basket italiano «facendo notare come Torino, fresca di ripescaggio in serie A, si ritrovi oggi con un bel regalo economico mentre alle altre squadre di A2 e B non si concede neanche la possibilità di rateizzare il versamento delle tasse del prossimo 10 giugno». In effetti le tempistiche di questa decisione prestano il fianco a questo genere di ragionamenti, scelte che si potevano rimandare a dopo il 15 giugno, quando i club dovranno dire a quale campionato vorranno partecipare. Insomma, mentre tutti appassionanti vorrebbero capire qualcosa sul futuro degli Sharks, il presidente biancazzurro si è infilato in una polemica anche giusta, ma di cui i tifosi forse non sentivano il bisogno, preoccupati per le voci di vendita del titolo. Ben tre ad oggi le pretendenti. La prima è la Pallacanestro Avellino, società di fresca costituzione guidata da Menotti Sanfilippo, ex dirigente ai tempi della A: da fonti irpine si parla di un’offerta di 80mila euro, più o meno la metà di quel che eventualmente vorrebbero gli Sharks. La seconda offerta è arrivata proprio ieri, anch’essa da Avellino: a farla la Scandone oggi in B, nonostante le vicissitudini giudiziarie nelle quali è coinvolta la società madre Sidigas. L’ultima offerta sul tavolo, portata direttamente a Roseto da D’Arcangeli qualche giorno fa, è della Stella Azzurra, ex partner di un accordo oramai finito, che sembra abbia messo sul piatto circa 110 mila euro, compresi i conguagli economici. La sensazione è che la prima offerta potrebbe effettivamente avere un seguito, se ritoccata al rialzo; i problemi della Scandone, ed i rapporti non idilliaci con i romani potrebbero precludere ad un accordo a meno che i soldi non abbiano la meglio sulle parole, con scelte che poi andranno spiegate ai tifosi. Occhio, però, perchè qualche anno fa Roseto aveva praticamente venduto il titolo ad Udine, salvo ripensarci quando mancavano solo le firme. Ecco perché ci sarà da aspettare prima di una decisione definitiva, che sarà presa solo nella prima settimana di giugno. Fino ad allora, gli Sharks sembrano destinati a ballare. (m.r.)