Obiettivo play off: Volarevic a 41 anni è il trascinatore

Il portiere-regista croato guida i giovani in vasca: «Stanno crescendo, ma hanno bisogno di confermarsi»
PESCARA. Ha difeso i pali di due nazionali, vinto venti trofei tra coppe europee, scudetti e coppe nazionali, è attualmente nello staff azzurro in qualità di preparatore dei portieri. Da più di venti anni sulla breccia, Goran Volarevic sta dimostrando anche adesso, con la calotta numero 1 del Pescara Pallanuoto, di essere un campione: più volte le sue parate sono state determinanti per le vittorie biancazzurre, in più col suo bagaglio di esperienza è di fatto anche il regista della squadra, colui che detta i tempi e suggerisce le scelte in fase offensiva, avviando nel modo e momento giusto l’azione d’attacco del settebello di Malara. «Cerco, con la mia esperienza», commenta il 41enne croato naturalizzato italiano, «di dare ordine, di far ragionare la squadra. Che, essendo composta prevalentemente da giovani, a volte pecca di precipitosità. I ragazzi seguono i consigli, così come rispondono alle sollecitazioni del tecnico Paolo Malara, e i risultati si vedono». Al punto che, dopo un girone di andata in cui la società non ha fatto proclami, si inizia a parlare con convinzione di play off. «Dobbiamo fare ancora un salto di qualità. I miglioramenti ci sono stati e sono palpabili. Ma ogni tanto ci smarriamo, soprattutto in trasferta e quando incontriamo squadre di medio-bassa classifica». La classifica dice che se la regular season finisse oggi, vi qualifichereste per gli spareggi-promozione. «Ma noi», ribatte immediatamente, «non dobbiamo guardare la classifica. Dobbiamo pensare a mantenere un livello di gioco all'altezza, a non adagiarci. Sotto questo aspetto, devo dire che nell'ultima partita (vinta 8-4 contro i romani dell'Arvalia, ndc) la squadra si è comportata bene. Dopo una fase iniziale di studio, ha impresso al match il ritmo giusto e macinato gioco e gol. Forse è stata la nostra migliore gara». Prestazione che dovrà ripetersi sabato a Santa Maria Capua Vetere contro l’Acquachiara, l’unica squadra uscita imbattuta dalle Naiadi (8-8 all’andata). Che però in campionato stenta. «Il girone è più equilibrato di quanto sembri», spiega il portiere, «ma se riusciremo a giocare come sappiamo, ce la faremo». Impossibile non parlare anche del passato glorioso di Volarevic. Come di quella Coppa Len vinta nel 2000 con lo Jug Dubrovnik, in finale proprio contro Pescara. «I ricordi sono un po’ appannati», racconta, «ma rammento che era una squadra forte, anche se alla fine del ciclo d’oro: c’erano D’Altrui, Bovo, Alessandro Calcaterra. Poi gli stranieri Krekovic, Talic e Dedic. E Amedeo Pomilio». Che ha ritrovato nello staff tecnico della nazionale, nonché a Pescara: una collaborazione che potrebbe continuare l’anno prossimo. «Perché no», taglia corto, «qui mi trovo bene sia come giocatore che come allenatore delle giovanili. Con la società non ho parlato del futuro, ma da parte mia c’è tutta la disponibilità a proseguire una collaborazione».
Giuseppe Villani
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