Obodo rapito in Africa Dalla Nigeria a Vasto una notte di terrore

17 Novembre 2020

Christian sequestrato e chiuso per 4 ore nel bagagliaio Il fratello Kenneth gioca in Abruzzo: «Ho pregato Dio»

VASTO. Rapito in Nigeria da uomini armati e chiuso per quattro ore nel bagagliaio dell’auto, poi rilasciato dopo che la famiglia ha pagato il riscatto. La notizia del sequestro di Christian Obodo, ex centrocampista in A di Perugia, Udinese, Fiorentina, Lecce e Torino, è rimbalzata anche in Italia e, soprattutto, in Abruzzo dove vive il fratello Kenneth, giocatore della Vastese (serie D). Domenica, intorno alle 20,30, Christian è stato sequestrato mentre si trovava con la sua fidanzata a Warri, città nigeriana sul delta del Niger. L’ex centrocampista, ora 36enne, tornato in Nigeria per lavoro (ora fa il procuratore), si era fermato a comprare della frutta, ma una volta sceso dall’auto degli uomini armati di fucile l’hanno trascinato in un’altra macchina. «Sono stato chiuso per 4 ore nel bagagliaio di una macchina, al caldo», racconta Christian Obodo, «i rapitori mi hanno detto anche di aver perso dei soldi scommettendo sulle partite della nazionale nigeriana. Non mi hanno fatto male, né minacciato».
Dalla Nigeria a Vasto, dove il fratello Kenneth ha seguito le ore drammatiche del sequestro incollato al telefono. «I miei amici mi hanno avvertito di quello che stava succedendo», racconta il centrocampista della Vastese. «Dopo mezz’ora dal sequestro, i rapitori hanno chiamato la mia famiglia chiedendo il riscatto. I miei genitori mi hanno subito chiamato per capire cosa fare. Ho detto di pagare, altrimenti l’avrebbero ammazzato. È più importante la vita dei soldi. Dopo che hanno ottenuto quello che volevano, i rapitori l’hanno liberato alle due di notte. Ringrazio Dio che tutto sia finito bene». Ho sentito Christian», dice Kenneth, «sta bene anche se è molto spaventato. Anche lui ha paura di stare in Nigeria, ma è tornato lì per lavoro. Mio fratello ora fa il procuratore e in Africa ha molte conoscenze». Christian era già stato sequestrato nel 2012, sempre a Warri. Otto anni fa, fu rapito mentre stava andando in chiesa. I sequestratori chiesero un riscatto di 150mila euro e Christian fu salvato da un raid della polizia. «Quel giorno mi ha salvato la vita mio figlio», ricorda Kenneth. «Dovevo uscire con Christian, ma sono rimasto a casa perché mio figlio stava dormendo. Cinque minuti dopo che mio fratello è uscito di casa per andare in chiesa, è stato rapito. In Nigeria i sequestri sono frequenti. Colpiscono sempre le famiglie famose, come capitato anche a Obi Mikel al quale rapirono il padre. Oppure, ricordate l’agguato a Obafemi Martins? Gli spararono addosso, per fortuna senza colpirlo. Per questo non torno in Nigeria da quasi otto anni perché ho paura».
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