Oddi: biancazzurri favoriti, quanti ricordi all’Adriatico...

26 Maggio 2019

PESCARA. Emidio Oddi, terzino della Roma allenata da Liedholm prima ed Eriksson poi, con cui ha giocato anche la Coppa dei Campioni, prima di approdare in giallorosso ha conquistato il campionato di...

PESCARA. Emidio Oddi, terzino della Roma allenata da Liedholm prima ed Eriksson poi, con cui ha giocato anche la Coppa dei Campioni, prima di approdare in giallorosso ha conquistato il campionato di serie B indossando la maglia dell’Hellas Verona. Stasera l’ex terzino, ora allenatore, che vive da anni a Martinsicuro, sarà ospite all’Adriatico, nell’ambito dell’accordo fra Lega B e Aic sugli ex calciatori in campo. Oddi si è raccontato al sito della Lega B, parlando della sfida di stasera tra il Pescara e il suo vecchio Verona, quando nel 1981/1982 con i colori gialloblù vinse il campionato di serie B pareggiando (0-0) all’Adriatico. «Era il primo anno di Bagnoli sulla panchina scaligera e abbiamo vinto il campionato giocando benissimo», ricorda il 62enne Oddi. «Di quell’anno più che un ricordo vi racconto un aneddoto che fa capire come il calcio sia ricco di coincidenze particolari e belle e che, spesso, la storia s’incrocia. Quella stagione ottenemmo la promozione alla penultima giornata, pareggiando proprio a Pescara».
A distanza di anni le cose sono cambiate e le due squadre si giocano stasera le carte per la serie A. «Sarà una gara apertissima ed entusiasmante. Chiaramente il risultato dell’andata e la posizione in classifica sono a favore dei padroni di casa ma nulla è scontato. Ho visto la gara d’andata e devo dire che ogni volta che una delle due squadre attaccava, la difesa avversaria soffriva. Sono mancati i gol, quello si, ma al ritorno non credo che sarà così. Poi la qualità è tanta da una parte e dall’altra. Senza citare giocatori, posso dire che le soluzioni per sbloccare il match per entrambi gli allenatori ci sono e sono tante». Oddi, che ha seguito da vicino la B, fa la sua analisi della stagione. «La B ha un valore importante nel panorama calcistico italiano perché permette a un giocatore di crescere, specie ad un giovane. Si dice spesso che quello cadetto sia un campionato utile come palestra per i giovani ed è così».