Oddo all’assalto del Chievo con il giovane centravanti

1 Ottobre 2016

In avanti Caprari e Benali dietro all’albanese. Crescenzi al posto di Zampano

PESCARA. Massimo Oddo inizia la conferenza stampa poco dopo Rolando Maran. Eppure, all’inizio sembra di ascoltare la registrazione di quanto detto dall’allenatore del Chievo. «È la partita più difficile che ci poteva capitare in questo momento» esordisce così l’allenatore del Pescara ribadendo il concetto espresso poco prima dal suo omologo. Strategie comunicative identiche, che mirano a tenere alta la concentrazione e a non sottovalutare l’avversario. Tutto giusto, legittimo, sacrosanto.

In realtà, visto che il Pescara finora ha affrontato squadre (sulla carta) superiori ai gialloblù, l’approccio di Oddo merita un approfondimento. E il 40enne pescarese non si sottrae. «È facile trovare le motivazioni quando affronti l’Inter, il Napoli o altre big. L’impatto visivo dello stadio pieno, il supporto dei tifosi, il blasone dell’avversario sono componenti che inevitabilmente caricano i giocatori. In questo caso, invece, c’è il rischio che qualcuno possa pensare che si tratti di un impegno facile. Al contrario, il Chievo è una buona squadra, che finora ha avuto un rendimento ottimo».

Al di là degli avvertimenti, Oddo sa che al Pescara il successo manca da morire. Per ora sono 6 i punti in classifica, in attesa del ricorso del Sassuolo che verrà discusso la prossima settimana. Dunque, si spera nella prima vittoria sul campo, che darebbe i giusti meriti ad un gruppo capace finora di tenere testa a rose molto più attrezzate.

L’ultima gioia per il delfino nella massima serie è datata 6 gennaio 2013: 2-0 sul campo della Fiorentina con reti di Jonathas e Celik. Da quel giorno il Pescara ha disputato 25 gare in A collezionando 5 pareggi e 20 sconfitte. Insomma, sarebbe ora di tornare alla vittoria. magari senza scoprirsi troppo, senza concedere il fianco ad un avversario esperto che in campo non si disunisce. «Il nostro obiettivo è sempre lo stesso. Cercare di battere gli avversari giocando bene, non importa se di fronte ci sia l’Inter, il Napoli o il Chievo. Bisogna muovere sempre la classifica, perciò anche non perdere è importante».

Per mettere in crisi la retroguardia gialloblù, Oddo si affida a Manaj, alla sua prima da titolare. Il centravanti albanese, 2 reti (in trasferta contro Sassuolo e Genoa) in 133 minuti giocati, non vede l’ora di sbloccarsi davanti ai suoi tifosi. «Manaj gioca, ma non si tratta di un premio per le reti realizzate. Quando affronto una squadra, studio le caratteristiche e scelgo gli interpreti per provare a metterla in difficoltà. Credo che Rey possa creare problemi al Chievo, mentre contro il Genoa avrebbe fatto più fatica». Alle spalle del 19enne di proprietà dell’Inter, Benali e Caprari.

Dunque, almeno per oggi, addio al finto centravanti con Caprari che torna a fare il trequartista e spazio a Manaj come riferimento avanzato e (si spera ) finalizzatore implacabile, come è stato nella passata stagione Gianluca Lapadula. A centrocampo Brugman di nuovo preferito ad Aquilani, mentre Memushaj sembra in leggero vantaggio su Cristante. In difesa, Crescenzi sostituisce Zampano. «La conferma della squalifica è un’ingiustizia. Il rigore c’era, ma il gesto non era affatto volontario. La norma è chiara: se il pallone prende prima una parte del corpo e poi la mano, il tocco è involontario. e la palla è rimbalzata prima sulla coscia di Zampano».

Bisognerà puntare su un ritmo alto per mettere in difficoltà una squadra un po’ “vecchia” (età media oltre 31 anni) come il Chievo. «Questa è una nostra caratteristica, cerchiamo sempre di dare un’alta intensità alle partite».

Nessuna replica al patron genoano Enrico Preziosi. «Non mi interessa, guardo a casa mia. Però ho qualche dubbio sul fatto che i poteri forti difendano il Pescara».

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