Oddo: «Dobbiamo reagire, conta soltanto vincere»

Il tecnico suona la carica: «Contro il Bologna va in campo solo chi non ha paura dei fischi La contestazione? Gonfiata. I tifosi, delusi come noi, hanno manifestato la loro rabbia»
PESCARA. Vince solo chi è convinto di poterlo fare. Stavolta niente giri di parole, conta solo il trionfo. Il Pescara è al bivio, non c'è più tempo, il primo acuto stagionale non può attendere. Arriva il Bologna e Massimo Oddo va subito al sodo. «Quello che conta è la vittoria», dice l'allenatore alla vigilia. «È una partita fra due squadre che hanno qualche problema. Il Bologna ha più punti di noi ma non credo sarà tranquillissimo. Noi giocheremo in casa e cercheremo di prendere i tre punti, dobbiamo vincere». Settimana difficile. La contestazione dei tifosi alla cena di Natale, gli allenamenti a porte chiuse e tanta tensione. «La nostra settimana non è stata così difficile. Contestazione? E' stata gonfiata», afferma Oddo. «È successo che tifosi, scontenti come noi, hanno manifestato la loro rabbia, ma nulla di eclatante o di diverso da quello che accade in altre piazze. Ho sentito di schiaffi, pugni e calci, ma non è vero: sono stato il primo ad arrivare e vi dico che non è successo nulla. Prendiamo atto di insulti, fischi e contestazioni, quello che dobbiamo fare è non avere alibi, creare ulteriori polemiche e rispondere sul campo». L'allenatore sa bene che non si può fallire e, ieri, alla conferenza è stato accompagnato dal presidente Sebastiani e, dopo qualche minuto, nella sala stampa del Poggio degli Ulivi, è arrivato anche il ds Luca Leone. Lo stato maggiore del club in prima linea per supportare l'allenatore. «Gli allenamenti a porte chiuse sono stati fatti per avere una maggiore concentrazione, una cosa normale che un allenatore fa in momenti particolari». Oddo, stasera, spera di rientrare a casa con un bel sorriso. «Dobbiamo cercare di essere sereni. Ho lavorato sulla testa dei ragazzi per far capire che abbiamo fatto diverse volte bene e se così è stato e perché c'è un lavoro dietro», ha aggiunto l'allenatore. «La vittoria è la medicina migliore per sbloccarci. E per fare questo c'è bisogno di gente che vada in campo determinata e che non abbia paura di qualche fischio. Dobbiamo reagire e dare una risposta dal campo alle giuste critiche arrivate. Ho cercato di far capire che questa è la normalità del calcio. Siamo professionisti e quando i risultati non arrivano si possono prendere insulti e fischi, ed è normale che sia così». Vincere per non rimanere staccati in classifica. «Nulla è compromesso. Io continuo a credere in questo gruppo e in questa squadra. Ad inizio settimana ho fatto un discorso ai ragazzi, mettendo da parte tutto quello che c'è stato finora, e ho detto di far finta di vedere che c'è un allenatore nuovo, al quale far vedere qualcosa. Ho visto una reazione e una consapevolezza diversa; ho visto i giocatori cambiati dal punto di vista mentale e le scelte saranno dettate da questioni tecniche e dalla loro voglia di vincere». E ha studiato i punti deboli del Bologna. «E' una squadra che ha sempre fatto il 4-3-3. Non credo giocherà una gara arrembante. Potrebbe andar bene anche non perdere. Parliamo di una squadra esperta, costruita per una salvezza più che tranquilla». Vincere la prima in campionato, dimenticare Crotone e gli errori commessi. «Voglio vedere la mentalità vincente che avevo visto col Napoli alla prima giornata». E sulla formazione e il modulo è abbottonato. «Contano l'atteggiamento e la testa dei giocatori. Manderò in campo chi ha voglia di vincere, chi non ha paura». Paura anche di sbagliare di nuovo...un calcio di rigore. «Non c'è una gerarchia», chiude il tecnico del Pescara. «Memushaj ha sbagliato due rigori e uno Caprari. Io non indicherò il rigorista, lo calcerà chi in quel momento è convinto tra coloro che sono i rigoristi».
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