Oddo: «Gara dominata, ma non c’è maturità»

24 Ottobre 2016

Il tecnico: ci facciamo del male da soli. Solo attraverso il gioco c’è futuro

UDINE. Solita storia, solita delusione. Il Pescara gioca, a tratti primeggia, fa tanto possesso palla, crea, costruisce gioco, riceve complimenti scroscianti dagli avversari, ma alla fine torna a casa senza punti e con tanti rimpianti. Anche alla Dacia Arena di Udine i biancazzurri non sono riusciti a centrare la prima vittoria in campionato. Nessuna gioia pure in Friuli, nonostante una prestazione spumeggiante e che poteva portare almeno in dote un punto. Non è stato così: tre ingenuità e altrettanti gol.

Le tante assenze, ieri più che mai, hanno condizionato il Delfino che ha praticamente dovuto rinunciare ai suoi due veri, e unici, attaccanti, come Manaj e Bahebeck. Stavolta la poca incisività in avanti si è fatta sentire, anche parecchio.

«Abbiamo dominato la partita per 90’ e poi l’abbiamo persa per 3-1. È la solita solfa, non meritavamo di perdere. L’Udinese con tre tiri in porta ha vinto. E chi vince merita sempre e ha sempre ragione». Massimo Oddo stavolta di armi ne aveva pochine, le ha provate tutte e alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca. «Siamo noi a regalare occasioni agli avversari. Sono contento per la prestazione, ma non per il risultato». A fine partita era imbufalito per il secondo calcio di rigore concesso all’Udinese, che ha fissato il punteggio sul 3-1. «Ho avuto una reazione del genere perché il secondo rigore mi è sembrato esagerato. Non parlo degli arbitri al termine delle nostre partite. Ho visto cose che non mi sono piaciute e per questo mi sono arrabbiato ma, ripeto, non voglio parlare di queste cose, forse ho sbagliato anch’io».

Tornando alla partita, contro i bianconeri sono mancati gli attaccanti, anche nei cambi. Oddo spiega: «Forse più che l’attaccante ci mancano tanti giocatori», sottolinea il tecnico riferendosi agli infortunati. «Quando perdi non è mai bello». E alla lunga le preoccupazioni potrebbero prendere il sopravvento sulle certezze. «L’Udinese ha giocato bene sotto il punto di vista dell’organizzazione. Sono consapevole e convinto che l’unica strada per la salvezza è il gioco. Non posso fare a sportellate come fa l’Udinese perché non ho giocatori con certe caratteristiche». E continua: «Non subiamo grandi giocate dagli avversari, ma i gol li subiamo da soli. Senza tutto questo bel gioco si potrebbero prendere anche 5 gol a partita. Tramite il gioco si può fare risultato, ne sono convinto».

Ma da qui alla riapertura del mercato la strada è ancora lunga e bisogna cercare una soluzione, anche in fretta. «Non sono preoccupato», dice l’allenatore, «lo sarei se la squadra non fosse viva e non giocasse, sono fiducioso dei miei ragazzi. Dobbiamo aggiungere cinismo e il recupero di infortunati. I miei ragazzi giocano e a Udine abbiamo dominato per 90 minuti». Continua il 40enne allenatore pescarese: «Nel momento in cui matureremo e magari torneranno alcuni dei giocatori assenti arriveranno di certo anche i risultati. Le assenze non devono essere un alibi: anche i ragazzi che sono andati in campo hanno fatto bene». Poi, Oddo insiste su quello che il Pescara non deve più fare: «Dobbiamo cercare però di non farci male da soli: pure contro l’Udinese i gol, in pratica, ce li siamo fatti da soli. Questa è la prima cosa che dobbiamo cancellare al più presto».

Oddo si lecca le ferite, Gigi Delneri invece gongola per la prima vittoria della sua avventura in Friuli: «È stata una partita molto complicata. Il Pescara è una squadra che gioca bene e che ti mette in difficoltà. Abbiamo avuto 6-7 occasioni da gol importanti. Loro hanno giocato, ma noi non abbiamo concesso nulla». Afferma il 66enne allenatore di Aquileia: «La squadra ha giocato con grande determinazione. È arrivato questo 3-1, che ci aiuterà anche per il morale. Rispetto a quella contro la Juve questa è stata una gara completamente diversa: con il Pescara eravamo praticamente costretti a vincere e l’abbiamo fatto, ricercando sempre il gioco».

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