Oddo: «In campo con lo spirito giusto, potevamo vincere»

Il tecnico: «Sono contento, i ragazzi hanno dato tutto» Dopo il gol tutta la squadra è corsa ad abbracciarlo
PALERMO. «Quando una squadra dà tutto, un allenatore non può che essere contento. A Palermo il Pescara ha fatto il massimo, e credo che una sconfitta sarebbe stata esagerata».
Massimo Oddo è contento per un punto che non consente al Delfino di fare il salto di qualità, ma quantomeno non aggrava una classifica già deficitaria. Una sconfitta contro il Palermo avrebbe potuto avere effetti devastanti sul morale dei suoi calciatori e sul prosieguo del campionato. L’allenatore pescarese non sembra meravigliato dall’abbraccio collettivo che gli hanno regalato Biraghi e compagni dopo la rete del pareggio. Un gesto che testimonia la solidità del rapporto con lo spogliatoio. «La stima tra il sottoscritto e la squadra è reciproca, d’altra parte ho dimostrato sia con le parole che con i fatti di credere in loro. Inoltre, devo ribadire il solito concetto: siamo una neopromossa e come tale abbiamo dei limiti, ma l’importante nel calcio è vedere lo spirito di chi le prova tutte per raggiungere il risultato e sopperire anche alle proprie mancanze».
Uno spirito che a Palermo si è visto in quel finale rabbioso: «Nel primo tempo avevo notato un po’ di nervosismo, me ne sono accorto e ho ribadito ai ragazzi di stare tranquilli: se erano certi che in quel momento stavano dando tutto, allora avrebbero ripreso la partita come poi è successo. In ogni allenamento chiedo loro di porsi un obiettivo: hanno dimostrato di poterlo raggiungere evitando una sconfitta che, devo ripetermi, sarebbe stata esagerata».
Oddo spiega anche il momento del rigore: «Ne abbiamo sbagliati tanti, così ho chiesto chi se la sentiva. Caprari e Biraghi hanno risposto all’appello, poi Biraghi ha preso il pallone ed ha segnato». Nessuna polemica, invece, sull’episodio del gol annullato ingiustamente a Fornasier. «Onestamente non l’ho neanche rivisto, ma al di là di tutto queste cose non mi interessano perché non ho mai parlato di arbitri. Mi interessa, piuttosto, la reazione che ho visto nella mia squadra dopo essere andata sotto. Ci ha messo il giusto spirito ed ha ripreso una partita che, alla fine, avrebbe anche potuto vincere».
Resta il momento difficile, dovuto ad un 2016 chiuso senza vittorie sul campo in serie A. «I momenti difficili fanno parte del calcio e della vita, l’importante è lavorare sugli errori per cercare di correggerli. Da questo punto di vista il ritiro ci è servito per fare gruppo, stare insieme e lavorare meglio in vista di una sfida delicatissima. La serenità non ci è mai mancata, anche se è palese che i risultati negativi possono abbattere l’autostima. In ogni caso l’unico modo per voltare pagina è sempre quello di lavorare per migliorarsi, avendo in testa un obiettivo che dal nostro punto di vista resta sempre molto chiaro. Non ho mai perso la speranza di recuperare il risultato. Ci ho creduto fino alla fine perché i ragazzi non hanno mai mollato».
A pochi secondi dal termine, Memushaj ha sfiorato il gol del sorpasso, ma l’albanese ha trovato sulla sua strada l’istinto di Posavec, che anche con una buone dose di fortuna è riuscito a scongiurare la sconfitta della sua squadra. «Non ci siamo mai abbattuti, nemmeno quando le speranze sembravano svanite. Abbiamo raggiunto giustamente il pareggio e alla fine potevamo portare a casa l’intera posta in palio».
Giuseppe Lauricella
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