Oddo: "Io come Di Francesco? Grazie, ora voglio migliorare"

14 Febbraio 2015

PESCARA. Il suo Pescara ha stupito al Torneo di Viareggio. Massimo Oddo, l'artefice principe di una squadra che ha raggiunto i quarti di finale, miglior risultato di sempre nella storia dell'importante rassegna internazionale di calcio giovanile, si aspettava già dalla vigilia del torneo belle soddisfazioni dai suoi ragazzi. «Sapevamo di avere valori importanti», racconta il tecnico del Pescara Primavera. «Forse durante la stagione non erano ancora emersi del tutto perché abbiamo dovuto prestare tanti giocatori alla prima squadra, da Torreira a Paolucci e Vitturini, fino a Venuti, che fa parte del loro gruppo, e per un club come il nostro 3-4 titolari in meno si sentono».

Cosa significa essere arrivati tra le prime otto del torneo e cosa pensa dei complimenti del presidente Sebastiani che l'ha paragonato al primo Eusebio Di Francesco? «I complimenti della proprietà fanno sempre piacere ma non bisogna mai fermarsi perché alleno dei ragazzi che devono crescere costantemente. Il nostro cammino è stato regolare, nel senso che abbiamo fatto bene contro tutti gli avversari, dal Bologna agli argentini del Belgrano fino alle partite capolavoro con la Roma, dove siamo stati molto aggressivi, e con il Genk che abbiamo battuto con un modulo diverso dal solito in inferiorità numerica».

Un bilancio più in generale di questa Viareggio Cup tra sorprese e delusioni. «Mi ha sorpreso il Palermo. L'Inter, invece, la conoscevo benissimo e ha confermato di essere una corazzata che può arrivare fino in fondo. Sono rimasto stupito dalla prematura eliminazione del Milan e, sentendo il mio amico Brocchi che ritroverò da avversario alla ripresa del campionato tra una settimana, mi ha detto che aveva diversi problemi. Con tanti giocatori assenti non era facile andare avanti». (m.r.)