Oddo: oggi vale doppio, ma non è la gara della vita

6 Novembre 2016

«Se ti vuoi salvare devi vincere gli scontri diretti, anzi non perderli»

PESCARA. Il bivio. Statistiche, almanacchi, dati anagrafici, monte ingaggi, blasone del club. Oggi bisogna azzerare tutto, non servono alibi. Il Pescara a pranzo (si gioca alle 12.30) deve servire una polpetta avvelenata all'Empoli per provare a centrare la prima vittoria (sul campo) in campionato. Pressioni, stato d'animo dello spogliatoio, infortuni. Niente, nulla di tutto ciò. Oggi non ci sono scusanti perché non battere l'Empoli per i biancazzurri significherebbe il buio pesto. Crisi pura, senza attenuanti.

Non è la gara della vita. Massimo Oddo è persona intelligente e sa bene che il suo Delfino non potrà fallire. «Partita della vita? Non sono d'accordo. Gara importante, ma non è un bivio», dice il tecnico alla vigilia. «Giochiamo contro una di quelle squadre che lotterà fino alla fine con noi per la salvezza. E per questo avrà una valenza doppia. Una partita da vincere sulla carta, ma non sarà così facile. Gara importante, i ragazzi lo sanno e non serve caricarla più di tanto. Dobbiamo fare quello che sappiamo fare, magari con un pizzico di concretezza in più. Non sta a me o a voi caricarla». Cerca di scacciare le pressioni, ma sa bene che quella di oggi è una gara-verità e non è un caso se qualche giorno fa ha chiamato a raccolta la tifoseria tramite i social. «È una cosa che ho sempre fatto», spiega il 40enne allenatore pescarese. «Conosco il calcio e anche inconsciamente l'ambiente pensa che questa sia una partita abbordabile. Non è assolutamente così. Quello che volevo dire è che sarà una gara dura e nei momenti difficili si vedono l'unione e la coesione. In questo momento non possiamo prescindere dal supporto dei tifosi. In settimana mi ha fatto piacere sentire la loro vicinanza, come il comunicato dei Rangers. Questo non è il momento delle polemiche, ma dobbiamo restare uniti». E poi un passaggio chiave. «Se ti vuoi salvare gli scontri diretti li devi vincere, anzi non li devi perdere».

Gli avversari. L'Empoli come il Pescara è una squadra che balbetta, che segna poco, ma che ha gli stessi punti del Delfino. «Gioca un buon calcio e ha un'idea chiara di gioco con il trequartista. A noi non dà fastidio il trequartista, sono altre le cose che ci danno fastidio».

E sui singoli e sulle lacune dei toscani, aggiunge. «I punti deboli non li dico», sorride Oddo. «Sappiamo che uno dei punti di forza dell'Empoli è Saponara e noi cercheremo di limitarlo. L'Empoli ha fatto pochi gol, ma io non mi fido mai delle statistiche: sono fatte per essere ribaltate come la casella zero delle nostre vittorie».

La formazione è fatta. Torna Verre e c’è la conferma di Crescenzi. «Verre è recuperato, lui è un giocatore imprescindibile, si è allenato bene e molto probabilmente sarà della partita. Davanti alla difesa abbiamo due soluzioni, Aquilani o Bruno. Aquilani ha dieci punti in testa. Se non è condizionato da nulla gioca lui». E poi le brutte notizie: «Bahebeck? Non è al 100% e non ci sarà. Clinicamente è guarito, ma non è al meglio e quella con l'Empoli è una gara troppo importante per rischiare». E svela il dubbio per quanto riguarda l'out mancino. «Biraghi ha fatto bene a inizio campionato, poi ha avuto un momento di leggera flessione e in questo momento Crescenzi sta meglio di testa. Per quanto riguarda Caprari sono due anni che ha sempre giocato, lui è importante per noi. Uno dei pochi giocatori che per caratteristiche può risolvere la partita da un momento all'altro», come poteva essere quell'Alberto Gilardino, che ora è nell'Empoli. «Vi dico che ho parlato con lui a luglio, ma ha preferito andare all'Empoli. Avrebbe caratteristiche adatte al nostro tipo di gioco, però fatto questa scelta anche per motivi familiari». I soliti rimpianti?

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