Oddo: «Problema mentale ma il Pescara ripartirà»

Il tecnico smentisce contatti con la Lazio e spiega: «Errori difensivi individuali Sui calci da fermo da Terni si cambierà: non più marcatura a zona, ma a uomo»
PESCARA. Panchina traballante, accordi presi con altri club per la prossima stagione, squadra in caduta libera e l'incubo di uscire fuori dai play off. Il Pescara è un pugile suonato. L'ora del riscatto non è ancora scoccata e la situazione si fa sempre più preoccupante. "Cazzate, attenzione e determinazione", le parole usate da Massimo Oddo, alla vigilia del ritiro di Roma. La prima pronunciata stride un po' con le altre due, ma è un termine forte, che fa capire che qualcosa non è piaciuto al tecnico biancazzurro.
Ma quale Lazio! Ad esempio la voce del suo possibile passaggio alla Lazio di Lotito. «Mi viene da ridere, queste sono solo cazzate. Quando le cose non vanno per il verso giusto, iniziano a saltare fuori voci inesistenti. Io ho un contratto con il Pescara e starò qui. Non ho assolutamente firmato con la Lazio, ho un rispetto pazzesco per il Pescara e non mi sognerei mai di firmare per altri club. Credo in questa squadra e non mollerò».
Poi, ovviamente, si tirano fuori i discorsi sul contratto anche per il prossimo anno, ma si sa che nel calcio i fogli firmati valgono, a volte, poco. Oddo, dunque, si tiene stretto il Delfino e lo ha ribadito anche il presidente Sebastiani, che ha blindato la posizione del tecnico. «Nel calcio gli allenatori sono sempre in discussione», continua l'ex difensore del Milan. «Fa piacere che la società difenda il proprio tecnico. Io mi sento sempre in discussione, ma fa parte del gioco. Mi sentivo in discussione anche dopo 7 vittorie di fila, figuriamoci ora. La squadra c'è, mi segue e non posso dire che qualcuno mi remi contro; anzi, mi seguono in tutto e per tutto. Se fosse stato il contrario me ne sarei già andato».
Problema di testa. Pescara vivo, d'accordo, ma servono i punti. «Le mie convinzioni non le cambio. La verità, a detta di molti del nostro mondo, è che questa squadra gioca sempre, crea e non ha problemi di natura né tecnica né tattica. Il problema del Pescara è la testa. Occorrono attenzione e fiducia. Sfido chiunque a dire che questa squadra non gioca. Siamo meno brillanti, ma questo non significa che non giochiamo. Ora inizia un mini-torneo, con 10 partite e 30 punti in palio. Se questa squadra fa una vittoria ne farà altre nove». I numeri e le statistiche sono dalla parte dei biancazzurri, bene, ma la classifica, che è quella che conta, non sorride più. «Abbiamo tante insicurezze, ma non solo in difesa. Ad esempio Lapadula davanti ha sbagliato gol che prima segnava. Continuiamo a prendere gol, ma sono errori individuali».
Le palle inattive sono diventate un incubo. «Ora vi racconto una cosa per quanto riguarda il prendere gol dalle palle inattive. Quando giocavo al Milan, c'era un periodo in cui subivamo gol da calcio da fermo, ma lì in area c'erano Maldini, Nesta, Zambrotta... Purtroppo quando non ci sei con la testa anche un calcio di punizione, può sembrare un rigore. La testa fa molto». Certo, ma qualcosa va cambiato. «Prendiamo troppi gol per problemi di posizionamento, individuali. A questo punto passeremo alla marcatura a uomo, così ogni giocatore si prenderà le sue responsabilità e non ci saranno più alibi. Io non sono convinto di questo. Per le nostre caratteristiche sono fermamente convinto che si debba marcare a zona. Ora, però, c'è passività quando siamo schierati in questo modo. Evidentemente il problema c'è. Ma per marcare a uomo serve ancora più attenzione. Daremo più responsabilità ai singoli».
Il portiere, un caso. Con Fiorillo finito nel mirino, dopo la mediocre prestazione di Crotone, Oddo avrà un'altra patata bollente tra le mani. «Esiste un problema di testa che non riguarda solo il portiere e non puntiamo il dito su Fiorillo. Lui non è il solo ad aver commesso errori. A Terni comunque potrebbe esserci un cambio. Lavorare sulla testa è più difficile che non lavorare sulla tecnica e sulla tattica. A volte non è la qualità di un giocatore, ma la testa a fare la differenza. In questo momento bisogna ritrovare consapevolezza, convinzione e mettere più cattiveria».
E il ritiro servirà per ritrovare il vecchio Pescara. «Il ritiro non è punitivo», spiega l'allenatore. «Serve per stare insieme e per lavorare molto di più sul campo e non solo».
Per il ritiro di Roma partirà anche Campagnaro, ma il difensore difficilmente sarà pronto per Terni. «Sappiamo l'importanza di Campagnaro, ma questo sta diventando un vero alibi. Se fossi un giocatore, mi romperei le scatole di questa storia. Devono dimostrare che la squadra può e deve sopperire a questa assenza». Ci riusciranno?
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