Oddo scuote Valoti: deve dare di più

11 Novembre 2015

Il tecnico e l’ex Verona: «E’ forte, ma bisogna essere più cattivi in campo». E per gennaio chiede un rinforzo nelle retrovie

PESCARA. Ricompattarsi in fretta per superare il momento negativo. Il Pescara ha voglia di risalire la china dopo le due sconfitte di fila che hanno rallentato il suo cammino.

Sembrava che la squadra avesse acquisito la maturità necessaria per occupare i primissimi posti, invece è caduta di nuovo in modo ingenuo. Oddo non ne fa un dramma. «Non sono arrabbiato», dice l'allenatore del Pescara, «per la sconfitta contro la Ternana. Abbiamo disputato una buona gara nonostante l'inferiorità numerica. All’inizio c’è stata un po’ di ansia perché volevamo riscattare lo stop di Novara. In Piemonte non mi era piaciuto l’atteggiamento, ma stavolta non posso rimproverare quasi nulla ai miei calciatori. In dieci abbiamo anche fallito due occasioni clamorose, senza mai rischiare. E qualcosa vorrà pur dire se siamo usciti dal campo tra gli applausi dei tifosi. La partita è stata condizionata da episodi e la fortuna non è stata dalla nostra parte».

Al termine del match il tecnico pescarese aveva parlato di “regali di Natale anticipati”. Gli errori difensivi si sono rivelati ancora una volta decisivi. Il rientro di Campagnaro nell’undici titolare dovrebbe limitare le disattenzioni, ma la decisione su un eventuale impiego domenica a Como verrà presa nelle prossime ore. L’esperienza e il carisma dell’argentino diventano quanto mai necessari per risolvere i problemi. In ogni caso, a gennaio la società dovrà intervenire per reperire un altro centrale. «Intanto mi auguro di riavere Hugo a disposizione per il match di Como. Ovviamente, per la seconda parte della stagione c'è la necessità di operare sul mercato perché siamo corti a livello numerico. Inoltre, al momento Campagnaro non può darci la certezza di poter giocare trenta partite di fila, perciò cercheremo di porre rimedio a questa situazione. Comunque, non condivido le critiche a Zuparic che finora è stato sempre tra i migliori. È stato sfortunato in occasione del primo gol. Mi sono arrabbiato più sulla seconda rete, però Crescenzi ha capito l’errore prendendosi subito la responsabilità. Fornasier? Ha grandi potenzialità, ma ogni tanto gli si chiude la vena. Ho rivisto il suo intervento in televisione e secondo me non doveva essere sanzionato con il cartellino rosso».

Nel trio d’attacco è stato riproposto Valoti insieme a Caprari e Lapadula con l’arretramento di Benali sulla linea di centrocampisti. Una scelta che non ha convinto, dal momento che nelle ultime gare la “Banda bassotti” aveva dato prova di grande affidabilità. «Avevo visto bene Mattia (Valoti, ndc) e volevo più qualità a centrocampo. Abbiamo perso, perciò la mia strategia non ha funzionato. Un mese fa Valoti era considerato il valore aggiunto di questa squadra. Non sta attraversando un periodo felice, ma non merita critiche eccessive. Non l’ho sostituito perché stava demeritando. Siamo passati al 4-3-2 inserendo Torreira e mi sembra che la squadra sia stata equilibrata fino alla fine».

Dopo le carezze, per il trequartista di proprietà del Verona arrivano i solleciti. «Mattia deve fare di più perché la tecnica non basta per affermarsi. Se non riuscirà a tirare fuori la grinta, la cattiveria e lo spirito di sacrificio l’anno prossimo rischia di giocare in Lega Pro. E sarebbe un peccato enorme. Benali e Caprari hanno capito di dover lottare su tutti i palloni per mettersi in evidenza, ma sono certo che alla fine Valoti farà lo stesso percorso».

Lo stop contro la Ternana conferma che il Delfino trova le motivazioni soprattutto contro le big della serie B. «È vero. Contro Cagliari e Crotone abbiamo fatto grandi partite, ma è normale trovare gli stimoli contro avversari di alta classifica. Ecco perché chiedo ai ragazzi di non perdere mai la concentrazione. Dobbiamo crescere sotto il profilo mentale. Se i nostri avversari riescono a non farci giocare non dobbiamo rassegnarci all’inerzia della gara. Al contrario, bisogna essere lucidi e adottare soluzioni diverse».

Giovanni Tontodonati

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