Oggi arrivo in salita Ma Nibali già pensa al tappone di sabato

FIRENZE. Nove tappe non sono bastate a fare selezione: il Giro d'Italia più incerto degli ultimi anni affiderà ancor più che in passato alle montagne il compito di delineare le gerarchie. E viene da...
FIRENZE. Nove tappe non sono bastate a fare selezione: il Giro d'Italia più incerto degli ultimi anni affiderà ancor più che in passato alle montagne il compito di delineare le gerarchie. E viene da pensare al motivetto canticchiato da Totò sulla “maglia rosa che mai non riposa” (nel film “Totò al Giro d'Italia”), ripercorrendo a ritroso la gestione schizofrenica del primato in classifica nei primi dieci giorni di Giro.
Da Tom Dumoulin, eroe d'Olanda al cospetto del Re, alla parentesi Marcel Kittel, per tornare dallo stesso Dumoulin, fino alla favola di Gianluca Brambilla, autore di una splendida impresa sull'Alpe di Poti e maglia rosa a sorpresa con un solo secondo di vantaggio, dopo una coraggiosa difesa a cronometro domenica tra i vitigni toscani. Gli altri, i big dati favoriti alla vigilia, sono tutti là a marcarsi stretto, distanti ma non troppo dal vertice, racchiusi in un gruzzolo di secondi e pronti a sferrare l'attacco decisivo quando ne varrà davvero la pena. Due secondi separano Valverde (6°) da Nibali (5°). Dietro di loro Dumoulin e Landa, che dall'azzurro sconta un ritardo di soli 25’’. Un'inezia.
Da oggi – dopo la seconda giornata di riposo di ieri – si entra nel vivo di una settimana che propone un weekend durissimo, con un trittico di alta montagna in grado di rivoluzionare la classifica. Venerdì, in Friuli, le Alpi Giulie con un paio di cime oltre i 900 metri, ma il giorno dopo sarà il tappone dolomitico a segnare la prima vera frazione senza appello: il Pordoi, il Sella, il Gardena e il Campolongo, il Giau e il Valparola, uno dietro l'altro. Chi non ne ha, finirà lì il Giro.
Domenica crono individuale dell'Alpe di Siusi, 10 km di pura ascesa fino a 1800 metri. Pane per Vincenzo Nibali che nella cronometro scorsa ha mostrato segnali incoraggianti. «Vincenzo migliora di giorno in giorno», assicura il suo ds all'Astana Beppe Martinelli, «e domenica se non ci fosse stata la pioggia avrebbe fatto un gran tempo. Ma abbiamo preferito rimanere in piedi e non rischiare sapendo che il Giro si decide nelle prossime due settimane. L'importante ora è essere lì».
Il campione siciliano è arrivato al Giro senza entusiasmare: «Ma ora sta bene», sottolinea Martinelli, «e sono certo che come sempre il suo stato di forma migliorerà negli ultimi dieci giorni di Giro». In particolare per la tappa di Corvara di sabato: «È la più difficile di tutte», osserva il ds, con cinque montagne toste da scalare, ma è lì che Nibali può fare la differenza e dare distacchi importanti agli altri».
Oggi la decima tappa. Da Campi Bizenzio (Toscana) a Sestola (Modena), di 219 km. Tappa con saliscendi e la scalata del Pian del Falco (14% di pendenza) a 16 km dall’arrivo. Ultimi 7 km in salita tra al 5-6%.
Così in tv. Ore 15.10 diretta Rai3; ore 20 RaiSport1: TGiro; ore 22.45 RaiSport2: Giro Notte (sintesi della giornata).

