Olimpiadi, ansia Covid tra gli atleti

3 Febbraio 2022

A Pechino più defezioni per i contagi rispetto a Tokyo. Domani l’inaugurazione

ROMA. «Niente parole, niente sentimenti, solo vuoto». Marita Kramer dà voce alla lista - già più lunga di quella finale di Tokyo - di atleti costretti a rinunciare al sogno olimpico per il Covid ancor prima di cominciare. Pechino 2022 (domani alle ore 13 la cerimonia di apertura, ma le prima gare sono state disputate questa notte) perde i pezzi: nella conta quotidiana dei contagi - inevitabilmente alta, visti stagione, Omicron e tarature dei tamponi cinesi - spiccano i nomi di atleti di grido e da podio che hanno dovuto alzare bandiera bianca prima dell'inizio delle gare a causa del rivale più temuto. È ufficiale, ad esempio, il forfait dell'austriaca Marita Kramer, favorita per la medaglia d'oro nel salto dal trampolino e leader della classifica di Coppa del Mondo grazie al fatto di essere salita otto volte nelle ultime undici gare prima dell'Olimpiade. Sembra diventare sempre più concreta la paura di molti atleti, a cui aveva dato voce anche Sofia Goggia prima dell'infortunio: le tante gare internazionali a ridosso dei Giochi, col virus che circola, rischiano di riscrivere le gerarchie delle gare olimpiche di Pechino, come non era successo a Tokyo dove, con il caldo soffocante a contenere il Covid, c'erano state meno defezioni. L'ultima in ordine di tempo, oltre a Kramer, è la campionessa del mondo di bob, l'americana Elana Meyers Taylor: positiva a sette giorni dalla sua prima gara, e dunque a fortissimo rischio forfait. Ha perso due atleti di primo piano la squadra del Comitato olimpico russo, che non può gareggiare con bandiera e inno propri ma è pur sempre ambizioso. Ora però dovrà fare a meno della specialista del biathlon Valeria Vasnetsonva, anche lei doppia positiva, e dello specialista dello skeleton Nikita Tregubov, argento nel 2018 a PyeongChang e intenzionato come minimo a ripetersi nella gara di Pechino: è risultato positivo all'ultimo tampone da fare prima di volare in Cina e anche il successivo molecolare ha dato lo stesso esito. Così anche per lui niente Olimpiadi.