Oltre seimila tesserati: il movimento è in crescita

21 Aprile 2017

In Abruzzo ci sono 77 circoli: il numero dei praticanti in aumento negli ultimi anni anche grazie alla collaborazione con gli istituti scolastici. Due squadre in serie A2

PESCARA. Gli Internazionali di Francavilla come volàno del tennis abruzzese. Per il movimento regionale può essere questo lo spunto migliore da attingere nei nove giorni (da domani al 30 aprile) del torneo che andrà a catalizzare l'attenzione di tesserati e appassionati. Una manifestazione da cui gli addetti ai lavori si aspettano un'ulteriore spinta ad uno sport, il tennis, già in forte ascesa. Dalla Fit Abruzzo e Molise i numeri che arrivano sono significativi. A partire dai primi anni del nuovo millennio il movimento ha decisamente cambiato passo, incrementando il numero di iscritti anno dopo anno, specie a partire dal 2009, quando la crescita è divenuta esponenziale grazie soprattutto alla visibilità data dal canale Supertennis. Ad oggi l'Abruzzo conta 6.035 tesserati (l'obiettivo è superare entro l'anno la quota del 2016 pari a 6.300 iscritti circa), divisi in 77 circoli, quasi tutti con una propria scuola tennis. I ragazzi sono 1.244, divisi tra under 10, under 12, under 14 e under 16 e seguiti nel loro percorso di crescita da maestri federali e preparatori atletici. E in questo contesto legato al mondo dei giovanissimi s'inserisce uno dei punti a cui il presidente della Fit Abruzzo e Molise Luciano Ginestra tiene maggiormente, ovvero il lavoro fatto nelle scuole.

Attraverso una serie di accordi, da due anni a questa parte il tennis è entrato negli istituti scolastici di tutto il territorio, offrendo ai ragazzi la possibilità di cimentarsi prima all'interno delle palestre e poi, per chi vuole, quella di coltivare la passione in uno dei vari circoli. Iniziativa che, fanno sapere dalla federazione, negli ultimi mesi ha aumentato il suo appeal, tanto che se prima era il tennis a cercare i ragazzi ora sono le scuole ad invitare la federazione a riproporre l'iniziativa anche nella prossima stagione. Sarà fatto. Ogni anno la Fit regionale organizza oltre 100 tornei dedicati alle 566 squadre sparse sul territorio e divise nelle varie categorie: serie C, serie D1, serie D2 e serie D3.

A questo bisogna aggiungere il campionato maschile di A2 nazionale in cui militano attualmente i circoli tennis di L'Aquila e Lanciano. «Il nostro è uno sport che oltre a formare la persona da un punto di vista atletico lo fa anche sotto il profilo mentale», dice il dottor Ginestra. «I ragazzi in campo devono imparare a ragionare in maniera corretta e nel minor tempo possibile. A differenza degli sport di squadra, qui si può far affidamento solo su se stessi, e il risultato dipende dall'efficacia del proprio comportamento».

Anche per questo, la forbice d'età che abbraccia il tennis è davvero ampia: se infatti l'approccio alla racchetta arriva generalmente intorno ai 4-5 anni, non è raro assistere ai tornei dedicati al mondo degli over, ovvero quella fascia di età che va dai 70 agli 80 anni. Il vero problema, almeno del tennis italiano, sembra invece riguardare il momento in cui l'atleta dovrebbe fare lo scatto necessario per passare dal mondo dell'agonismo a quello del professionismo, ed è proprio questo a rallentare quel percorso di ricambio generazionale indispensabile per tornare a competere ai massimi livelli. Spesso e volentieri i nostri under 14 riescono ad imporsi nei vari tornei continentali, a dimostrazione della validità della scuola italiana, salvo poi perdersi con il passare del tempo. Si pensi a Quinzi per esempio, capace di vincere Wimbledon Juniores 2013 senza poi riuscire a dare continuità al suo lavoro. E allora ecco che appuntamenti come il Challeger di Francavilla possono rappresentare quel qualcosa di più per far scattare la molla utile ad andare oltre l'ordinario. Per un gran numero di iscritti regionali questa sarà la possibilità di vedere dal vivo campioni del calibro di Bublik, Elias, Tsitsipas, senza dimenticare gli italiani Giannessi o Simone Bolelli. Tutta gente che ha a che fare con la top 100 Atp. Il tennis, dicono dalla federazione, è uno sport che oltre al grande impegno fisico richiede un enorme sforzo mentale. Chi in questi giorni arriverà in Abruzzo ce l'ha fatta, o almeno ha imboccato la strada giusta. E come un volàno l'Abruzzo spera che i suoi talenti saranno stati attenti osservatori per passare, quanto prima, dagli spalti al campo.

Adriano De Stephanis

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