Ordine dei giornalisti e Ussi: Campitelli fuoriluogo, getta solo fumo agli occhi dei tifosi

12 Luglio 2015

In merito alla conferenza stampa del presidente del Teramo Luciano Campitelli di venerdì in cui ha attaccato gli operatori dell’informazione è intervenuto il presidente dell’ordine dei giornalisti d’A...

In merito alla conferenza stampa del presidente del Teramo Luciano Campitelli di venerdì in cui ha attaccato gli operatori dell’informazione è intervenuto il presidente dell’ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta. «Se il presidente del Teramo Calcio ha pensato che con la sortita di venerdì - durante una conferenza stampa che aveva tutte le caratteristiche di una trappola - di intimidire o solamente intimorire i giornalisti, con il suo improbabile atteggiamento di capopopolo, si sbaglia di grosso: i giornalisti continueranno a dedicare alle vicende sportive e giudiziarie della squadra l'attenzione che merita. Se il presidente Campitelli ha pensato, con la minacciosa e rumorosa presenza di qualche ultras, di azzittire i giornalisti ha ottenuto il risultato opposto: le domande i giornalisti non solo le faranno in conferenza stampa, ma gliele porranno tramite i giornali, online, in tv, radio, blog e quant'altro sarà possibile utilizzare per tenere desta l'attenzione della pubblica opinione su un argomento di indubbio risvolto sociale e come tale di indiscusso valore notiziale. Campitelli si difenda dalle accuse dei magistrati, perché da questo e solo da questo dipende la serie B per il Teramo, e lasci stare i giornalisti tirati in ballo solo per sviare l'attenzione e gettare fumo negli occhi di qualche ingenuo tifoso. L'informazione non può abdicare alla propria funzione solo perché Campitelli si presenta in conferenza stampa con gli ultras. Ce ne vuole!».

Sulla vicenda è intervenuto anche Antonio De Leonardis, presidente del Gruppo Abruzzese Giornalisti Sportivi: «Del tutto fuoriluogo il duro, pesante e generico attacco rivolto ai giornalisti, gli stessi che, dopo aver raccontato la fantastica stagione che ha portato il Teramo a conquistare la serie B, sono costretti ad occuparsi, con rigore e con identica professionalità, di una vicenda che ha fatto scalpore e che tiene in ansia non solo dirigenti e tifosi biancorossi ma anche gli sportivi abruzzesi. Quel "vi dovete vergognare" pronunciato dal presidente con forza e col sostegno di una rumorosa e becera claque, andava rivolto non ai giornalisti invitati alla conferenza stampa e che certo avevano ben chiara la differenza che c'è tra indiziati e colpevoli, ma a coloro che hanno trascinato il Teramo in quel marciume che continua da troppo tempo a caratterizzare il calcio italiano anche per l'incapacità, la debolezza e la superficialità di organi federali che dovrebbero tutelare regolarità, trasparenza e legalità dell'intero movimento. Se hai la febbre non te la puoi prendere col termometro…».