Orgoglio azzurro Da oggi primi big al Foro Italico

11 Maggio 2015

Sorpresa Donati che dedica il successo alla nonna Fabbiano e Arnaboldi centrano la qualificazione

ROMA. La domenica doveva essere degli italiani, e degli italiani è stata. Oggi Roma comincerà a intravedere qualche nome di spicco, ma ieri Matteo Donati e Thomas Fabbiano hanno alzato l’orgoglio italiano, regalando al Foro Italico momenti inaspettati. Due promesse, Donati e Fabbiano, attese e non ancora sbocciate. Per la verità, per Fabbiano, molti avevano già recitato il de profundis. Invece il tarantino, dopo aver risolto i problemi fisici che lo hanno attanagliato in questi ultimi due anni, sta cercando di risalire la china. Rifacendo la gavetta che non aveva completato. Questo percorso prevedeva le qualificazioni, trovate inaspettatamente mentre si gustava un gelato al pistacchio nel centro di Roma. E le ha onorate, Fabbiano, liberandosi nel turno decisivo per l’approdo al tabellone, di quel Rublev che tutti dipingono come superstar del futuro. Esattamente come il Borna Coric fatto fuori da Lajovic, altro numero uno del mondo predestinato da certi addetti ai lavori.

Stiamo parlando, come avrete intuito, delle qualificazioni. Non del torneo principale: ma i fan numerosi che hanno assistito ad Arnaboldi-Napolitano (vittoria del primo) hanno confermato lo spessore culturale degli spettatori che frequentano il Foro Italico. Fabbiano e Arnaboldi giocheranno il torneo, prendendo idealmente il posto di Federico Gaio e Luca Vanni, ieri eliminati.

Per intenderci, la domenica è stato un giorno misto, nel quale si sono giocati match del primo turno e le ultime sfide di qualificazione. Peccato per Luca Vanni che, con un sorteggio più fortunato, avrebbe potuto offrire qualche spunto interessante durante la settimana, ma Nicolas Almagro è un brutto pesce, come avrebbe detto ai suoi tempi Andrea Gaudenzi.

Per questo oggi va celebrato senza alcun dubbio Matteo Donati. L’alessandrino, compagno di allenamenti di quel Golubev che l’Italia ha affrontato in tennis ad Astana, ribadisce il suo trend di crescita (già visto al challenger di Napoli) e si toglie il lusso, e lo sfizio, di avere la meglio su Santiago Giraldo, un colombiano mestierante della terra rossa. E così è stato all’inizio, con un primo set vinto tranquillamente dando l’impressione che mai l’inerzia della partita avrebbe potuto cambiare direzione. Solo chi ha creduto fino in fondo all’azzurro è rimasto sugli spalti, ottenendo il premio: Donati ha liberato il suo tennis, compreso di non aver più nulla da perdere, ha cambiato ritmo, aggiustato il tiro, migliorato le percentuali e riportato il match nei giusti binari, ottenendo una vittoria che gli resterà nella memoria e nel cuore. Il vento che si è alzato sul Foro non lo ha infastidito per nulla. «Sono felice di aver fatto questa prestazione contro un top 50. Spero di riuscire a dare il meglio, per capire cosa mi manca per stare costantemente a questi livelli. Sicuramente so di dover lavorare sul fisico, nei grandi tornei sono tutti atleti fenomenali. Ci sto lavorando, e sento di essere sulla giusta strada». Ed anche se uscirà contro Berdych, al secondo turno, Donati ha già scritto la prima pagina del suo libro. Avendo vent’anni, si spera che sarà un romanzo lungo e ricco. E con dedica permanente a nonna Pina, «che mi guarda in ogni momento, bello o brutto che sia».

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