Ortona città capolista grazie a Sieco e We’Re

Domenica sfide decisive per allungare in vetta alla classifica
ORTONA. Ortona città capolista nel mondo dello sport. E questa volta non c'è di mezzo il calcio che pure in passato ha dato lustro alla città. Un tempo c'era Manlio Scopigno, il filosofo che vinse lo scudetto a Cagliari, sulla panchina gialloverde. Adesso si vivacchia il Promozione. No, non è il calcio ad allietare le domeniche da queste parti. Ma il pallone sì, quello da schiacciare o da infilare nel canestro. Una cittadina di poco più di ventimila abitanti in testa ai campionati di serie A2 di pallavolo maschile e di serie C di basket. Non proprio o non solamente una coincidenza, ma il frutto di una stagione ambiziosa programmata in estate. Da una parte la Sieco Impavida e dall'altra la We'Re basket. Da una parte una società che occupa una posizione privilegiata nella storia dello sport cittadino, dall'altra una realtà emergente, quella della pallacanestro per l'appunto. Ortona non sfugge al trend generale della crisi che affligge l'economia italiana. Non ci sono colossi dell'imprenditoria alle spalle, ma storie diverse tra loro.
Il miracolo sotto rete. L'Impavida è nata alla fine degli anni Sessanta dello scorso secolo. Vanta un passato in serie A2 e due scudetti giovanili. Rappresenta la tradizione dello sport cittadino. E' riemersa dai bassifondi grazie alla famiglia Lanci: il papà, Tommaso, è il presidente; il primo figlio, Nunzio, è l'allenatore, e il secondo, Andrea, è il palleggiatore-capitano. Hanno un'azienda, la Sieco, che eroga servizi in mare alle piattaforme petrolifere. Ufficio e palazzetto: i risultati arrivano grazie anche ai volontari che aiutano la massima realtà sportiva cittadina. Circa 300 i tesserati nel vivaio con squadre anche femminili. Dai primi anni Duemila a oggi, i Lanci hanno rilanciato l'Impavida grazie a una gestione familiare che ha prodotto un'ascesa lenta, ma inesorabile. In questa prima fase della stagione la media spettatori è di circa 1.200 persone, praticamente il tutto esaurito in un palasport rimesso in piedi grazie a Eurobasket 2007. Prima aveva l'agibilità solo per giocare. Ma senza pubblico. La Sieco Impavida è al terzo anno di fila in A2. Squadra rivoluzionata in estate e rinforzata. Alberto Cisolla, ex azzurro, è la ciliegina sulla torta che ha portato visibilità ed esperienza a un gruppo già forte. Finora, ha vinto sette partite su otto ed è meritatamente in vetta alla classifica. Domenica a Ortona arriverà Sora che insegue la capolista. Sarà di nuovo sold out al palasport. Ma, soprattutto, la Sieco Impavida avrà la grande occasione di sgranare la classifica alle spalle e di ribadire la propria superiorità.
La We’Re emergente. La convivenza con la We'Re basket è iniziata la scorsa estate e non è stata facile all'inizio. La società di pallacanestro, nata nel 2010, l'anno scorso era emigrata a Orsogna dove giocava le gare interne della C regionale, vinta senza grossi affanni. Da settembre è rientrata a Ortona dove gioca le gare interne della serie C nazionale. La società è ortonese, ma con il settore giovanile abbraccia Miglianico, San Vito, Orsogna, Fossacesia e Lanciano. Sono circa 450 i tesserati nel vivaio.
Il club è ambizioso, conta una trentina di dirigenti, ma in prima fila ci sono il presidente Carlo Valentinetti, Massimo Salvatore e Valerio Di Battista. Hanno allestito una squadra che sta dominando il girone F della serie C. Nove vittorie su dieci, l'unica sconfitta alla prima di campionato quella servita a suonare la sveglia a una squadra costruita per vincere e che già così potrebbe fare benissimo la serie B. La dirigenza a medio-lungo termine si è posta l'obiettivo della serie A2. Per il momento vuole la promozione in B e non a caso ha chiamato in panchina domenico Sorgentone, uno che in carriera vanta dieci promozioni tra i dilettanti del basket. E in squadra c'è Gialloreto, un play-guardia capace di fare la differenza anche in A2 Silver dove ha militato fino alla passata stagione con la maglia della Proger Chieti.
Se la Sieco Impavida fa il pienone la stessa cosa non si può dire per la We'Re che comunque conta una media di 700 spettatori. Non male per una realtà in espansione che da poco ha mosso i primi passi. Anche nel caso della We'Re siamo alla vigilia di un turno di campionato fondamentale: domenica c'è la trasferta sul campo di Osimo che insegue la capolista We'Re a due lunghezze in classifica. Anche in questo caso, con una vittoria, c'è la possibilità di prendere il volo.
Insomma, una domenica bestiale per lo sport ortonese. Il problema palasport. Ma non sono tutte rose e fiore. Il futuro è tutto da scrivere. E comunque c'è un grosso problema: il palasport non basta per contenere queste due realtà che danno lustro alla città. Se la Sieco Impavida fosse promossa in Superlega, ad esempio, non potrebbe giocare a Ortona perché la struttura non è a norma per la massima serie della pallavolo. E comunque c'è bisogno di un altro palasport visto che entrambe le società privilegiano il settore giovanile. Ci sarebbe quello di Caldari, ma è da sistemare. Gli spazi sono ristretti e le ambizioni crescono. A breve dovrebbe essere pronto il campo in erba sintetica del calcio. Dopodiché la programmazione dello sport cittadino non potrà prescindere dalla realizzazione di un nuovo palasport.
@roccocoletti1
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