Ortona vuole il riscatto Altino volley in campo dopo lo stop per Covid

21 Gennaio 2022

ORTONA . Domenica a pieno regime per la pallavolo abruzzese di serie A. Salvo imprevisti, infatti, Sieco Service Ortona (A2 maschile), Tenaglia Altino (A2 femminile) e Abba Pineto (A3 maschile)...

ORTONA . Domenica a pieno regime per la pallavolo abruzzese di serie A. Salvo imprevisti, infatti, Sieco Service Ortona (A2 maschile), Tenaglia Altino (A2 femminile) e Abba Pineto (A3 maschile) saranno regolarmente in campo. E tutte in trasferta, a partire dal sestetto ortonese, impegnato a Cuneo (ore 18) e deciso a riscattare il 3-1 patito a Castellana Grotte nel recupero di mercoledì sera. «Meglio guardare il bicchiere mezzo pieno, anche se avremmo preferito ben altro risultato», commenta il coach della Sieco Service Nunzio Lanci, che analizza così quanto visto in terra pugliese: «Partita giocata a corrente alternata, con cose buone ed altre meno, come qualche errore di troppo commesso a metà del quarto set, che ci ha impedito di andare al tie-break e, di conseguenza, di portare almeno un punto a casa. Detto questo, la squadra è viva e intende giocarsi fino alla fine la salvezza, lottando gara per gara, e su qualsiasi campo». In vista di domenica, si spera di recuperare il centrale Fabi, mentre per lo schiacciatore Di Silvestre (sicuro assente a Cuneo) si attende l'esito dell'ecografia, prevista per lunedì.
Nessuna defezione invece per la Tenaglia Altino, attesa (ore 17) dalla proibitiva trasferta di Macerata. «Sul campo della capolista occorrerà un'impresa», spiega il presidente Aniello Papa, «ma ci proveremo, essendo decisi a vendere cara la pelle. Le ragazze, dopo i casi di Covid dell'ultimo periodo, si sono tutte negativizzate e puntano a sbloccarsi. Quanto al mercato, restiamo vigili e pronti a cogliere al volo eventuali opportunità». Non ha di questi problemi l'Abba Pineto, reduce dal vittorioso recupero interno col Belluno e sempre prima in classifica. Bertoli e soci saranno anch'essi di scena in trasferta (ore 18) a Montecchio Maggiore.
Stefano De Cristofaro